mercoledì, Luglio 22, 2026
Il Parco Paranoico

Club Atletico Voces y Gritos, Petrolio

Mik Brigante Sanseverino Giugno 12, 2026 Dischi Nessun commento su Club Atletico Voces y Gritos, Petrolio

In un’epoca che sembra aver abolito il passato, convinta che esista soltanto l’istante presente, in cui ogni errore può essere cancellato, ogni responsabilità dissolta e ogni atrocità ridotta a una nota a margine, il semplice gesto di ricordare assume il valore di una forma di resistenza. Viviamo in un tempo che tende a semplificare la Storia fino a renderla innocua, a piegarla alle necessità del presente, a riscriverla per garantirsi assoluzioni preventive e lasciare libero sfogo agli impulsi più brutali dell’essere umano. Per questo motivo rivolgere lo sguardo verso ciò che è stato, restituendogli complessità, dolore, umanità e verità, diventa un atto quasi eroico.

È proprio da questa necessità che nasce “Club Atletico Voces y Gritos” di Petrolio, un’opera che non si limita a essere un disco o una serie di interessanti e appassionanti collaborazioni artistiche (da Julinko a Pierpaolo Capovilla), ma si trasforma in un viaggio nella memoria, in un’esplorazione emotiva di una delle pagine più oscure e dolorose della storia sudamericana. Un lavoro che riporta alla luce ferite mai completamente rimarginate e che restituisce voce a chi è stato ridotto al silenzio.

Le sonorità elettroniche che attraversano l’album si muovono tra ambientazioni dark, suggestioni ambient, pop etereo e deviazioni oniriche. Sono paesaggi sonori che sembrano emergere da un sogno inquieto, da un ricordo che rifiuta di svanire. Petrolio costruisce un linguaggio contemporaneo e profondamente evocativo, capace di trasformare il buio in possibilità, la morte in desiderio di rinascita, il dolore in consapevolezza. Non c’è compiacimento nella sofferenza, ma la ricerca di un significato che permetta di comprendere e quindi di non ripetere gli stessi errori. La musica diventa così il veicolo attraverso cui prende forma una storia che tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento ha segnato profondamente l’Argentina e gran parte del Sud America. Furono decenni attraversati da dittature militari, repressioni sistematiche, sparizioni forzate, torture, persecuzioni politiche e cancellazione dei diritti fondamentali. Anni in cui il dissenso veniva eliminato, le identità cancellate e la paura trasformata in strumento di governo. Una stagione della storia in cui l’essere umano mostrò, ancora una volta, la propria capacità di infliggere sofferenza in nome dell’ordine, del potere e dell’ideologia.

Eppure, accanto all’orrore, esisteva anche il coraggio. Esistevano uomini e donne che sceglievano di non piegarsi, di non accettare l’ingiustizia come destino inevitabile. Esistevano voci che continuavano a gridare nonostante il rischio, persone che custodivano la verità mentre tutto intorno cercava di soffocarla. È proprio questo intreccio tra tenebra e resistenza che Petrolio riesce a rendere palpabile, trasformando il ricordo in materia viva, pulsante, emotivamente presente. La grande forza di “Club Atletico Voces y Gritos” risiede nella sua capacità di non restare confinato al passato. L’album ci ricorda che la Storia non è mai davvero conclusa e che le sue dinamiche tendono a ripresentarsi sotto forme nuove. Cambiano i nomi, cambiano i confini geografici, cambiano le giustificazioni ufficiali, ma i meccanismi della disumanizzazione rimangono, inquietantemente, simili. La negazione dei diritti, la costruzione del nemico, la normalizzazione della violenza, la trasformazione delle vittime in colpevoli e l’indifferenza di chi osserva da lontano continuano a essere elementi tragicamente presenti nel nostro tempo.

In questa prospettiva il disco assume una dimensione universale e inevitabilmente contemporanea. Le immagini che evoca dialogano con le ferite aperte del presente, con i conflitti che continuano a insanguinare il mondo e con le popolazioni che, ancora oggi, vivono sotto il peso dell’occupazione, della discriminazione, della repressione e della guerra. Pensare alle tragedie del Sud America di ieri significa, inevitabilmente, interrogarsi sulle tragedie che si consumano oggi sotto i nostri occhi, spesso accompagnate dalla stessa indifferenza internazionale, dagli stessi silenzi interessati e dalle stesse narrazioni costruite per giustificare l’ingiustificabile. La memoria, allora, non è soltanto un esercizio culturale. È uno strumento di difesa contro la barbarie. Ricordare significa riconoscere i segnali del male quando ritornano, impedire che l’orrore venga normalizzato, rifiutare la comodità dell’oblio. Significa comprendere che ogni volta che un essere umano viene privato della propria dignità, ogni volta che una popolazione viene disumanizzata, ogni volta che la violenza viene raccontata come necessità inevitabile, si riapre una ferita che credevamo appartenere soltanto ai libri di storia.

“Club Atletico Voces y Gritos” è, dunque, molto più di un progetto musicale. È un’opera culturale, politica e umana che invita ad ascoltare oltre il rumore delle propagande, oltre le semplificazioni dell’informazione e oltre le menzogne con cui spesso vengono raccontati gli equilibri geopolitici del mondo. È un lavoro che ci spinge a guardare sotto la superficie delle cose, a comprendere le ragioni e le responsabilità, a riconoscere i momenti in cui rinunciamo alla nostra umanità in nome dell’odio, del razzismo, della paura o della follia collettiva. In un presente che sembra aver smarrito il senso della memoria, Petrolio compie un gesto raro e prezioso: restituisce voce alle grida che il tempo vorrebbe cancellare. E ci ricorda che la Storia non serve a celebrare il passato, ma a salvare il futuro. Perché senza memoria non esiste conoscenza, senza conoscenza non esiste consapevolezza, e senza consapevolezza siamo destinati a distruggere noi stessi e il mondo che abitiamo.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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