venerdì, Febbraio 13, 2026
Il Parco Paranoico

Pain to Power, Maruja

Mik Brigante Sanseverino Settembre 17, 2025 Dischi Nessun commento su Pain to Power, Maruja

Un sassofono incalzante, massiccio, potente, quasi animalesco, si innesta, come un cuore pulsante, dentro trame vibranti di funk viscerale, free jazz e noise-rock abrasivo: così si presentano i Maruja nel loro nuovo lavoro “Pain To Power”. Non un semplice disco, ma un manifesto sonoro eterogeneo che urla verità e protesta, che mescola contaminazione, rap e rumore per farsi carne viva di un presente che brucia. L’ascolto ci riporta, con forza, a quell’energia primordiale, coraggiosa e ribelle che, negli anni ’90, aveva incendiato i Rage Against The Machine, a quella stessa sete di libertà e di giustizia che ne costituiva il nucleo musicale, spirituale e concettuale. Ma qui non c’è imitazione: i Maruja raccontano un’altra storia, dentro un tempo diverso, un tempo che, purtroppo, è decisamente più oscuro, più instabile e più devastato.

Viviamo un’epoca in cui le apocalissi atomiche non sono più minacce da fantascienza, ma sono possibilità reali, sdoganate da governi e politici che hanno calpestato ciò che rimaneva del diritto internazionale, dell’ONU e di quell’antico sogno di un mondo finalmente pacificato. La guerra è tornata a farsi “diritto”, spacciata come soluzione inevitabile, nonostante gli errori, le cicatrici, le sofferenze e le rovine lasciateci dalle generazioni precedenti. Le parole che pensavamo sepolte – colonialismo, apartheid, genocidio, pulizia etnica – ritornano ad infestare il linguaggio politico e mediatico, e come un veleno penetrano dentro i nostri corpi, le nostre anime e le nostre coscienze, deformandole, rendendole più dure, più sospettose, più ostili, più facili da manipolare.

In questo scenario dominato dalla paura, dall’odio e dalla diffidenza, i Maruja scelgono di rispondere con un atto di trasformazione. “Pain To Power” è furente esorcismo sonoro: prende il dolore, lo smonta, lo ricompone e lo rilancia come impulso vitale, come energia che possa ricondurci alla ragione, alla consapevolezza, alla conoscenza. E da lì, finalmente, all’amore. Non un amore ingenuo, ma un amore armato di verità e di coscienza, capace di resistere al disorientamento, alla violenza e alla brutalità.

Perché questo mondo – dalla Palestina all’Ucraina – è un unico mondo, e non esistono cure parziali. I confini che ci ostiniamo a tracciare sulle mappe, eredità marce e malate di ex imperi coloniali, non sono altro che illusioni: la distruzione, la morte, e ovviamente l’apocalisse nucleare, li attraverseranno senza chiedere permesso. Stiamo fissando, senza comprenderne la pericolosità, un conto alla rovescia che ci lascia sempre meno tempo. Ecco allora il senso più profondo dell’urgenza che vibra in ogni brano di “Pain To Power”: costringerci a uscire dal nostro comodo rifugio domestico, a smettere di essere spettatori immobili, succubi e passivi, a scegliere da che parte stare. La musica dei Maruja è un richiamo a ritornare alla terra, agli alberi, agli ulivi, ai simboli, alle parole e alle persone che incarnano pace e resilienza. È un invito a riscoprire la giustizia, l’ascolto, la capacità di convivere nella diversità senza che la differenza diventi condanna finale.

Se la nostra unica casa comune – questo fragile pianeta – è sull’orlo del baratro, i Maruja ci ricordano che non tutto è perduto: il dolore e persino una cultura di morte, se trasformati adeguatamente, possono ancora diventare forza; la rabbia, se incanalata, può diventare una lotta giusta; il suono, se gridato insieme, può ancora farsi concreta speranza.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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