domenica, Aprile 19, 2026
Il Parco Paranoico

We’ve Been Through, Dead Cat In A Bag

Mik Brigante Sanseverino Dicembre 14, 2022 Dischi Nessun commento su We’ve Been Through, Dead Cat In A Bag

Un fiume che attraversa mondi differenti, alcuni familiari ed altri, invece, completamente estranei, a volte ordinati e pacifici, altre volte cupi e catastrofici. Ma il fiume scorre e lo fa in maniera inesorabile, flusso di pensieri e di stati emotivi, flusso di ricordi e di esperienze, flusso di canzoni e di sonorità eterogenee che si muovono tra atmosfere indie-folk e brucianti panorami western, tra i gelidi anfratti di un cantautorato gotico e le rassicuranti e morbide atmosfere di un rock ambientale e cinematico.

Un fiume che ingloba ciascuno di questi elementi nel suo grembo liquido e multiforme, così da sentirlo proprio e riproporlo a coloro, che ne seguono il percorso, con un linguaggio totalmente nuovo, stimolante ed originale. Un fiume, quello dei Dead Cat In A Bag, che ha i suoi sbalzi emotivi improvvisi, i suoi gorghi malinconici, le sue deviazioni inattese, i suoi maniacali mulinelli, i quali, spesso, mettono alla prova le nostre certezze, le nostre abitudini e soprattutto i nostri sentimenti, ponendoci davanti ad orizzonti bui, a scelte impossibili, a meccanismi surreali che sembrano fatti, appositamente, per spingerci verso la follia.

Schemi di assurdità ai quali la band torinese contrappone, con liberatoria naturalezza, il suo blues seminale, che, attraverso i propri interrogativi senza risposta, comunica, al nostro io interiore, quello più puro e più selvaggio, più istintivo e più irrazionale, che, ormai, siamo prossimi al mare, al trepidante momento nel quale quel fiume sonoro che è “We’ve Been Through” diventerà qualcos’altro: non più folk, blues, jazz, noir o world music, ma ampie onde che si allontanano verso continenti ignoti e misteriosi, senza più il timore di incontri inattesi, ma con la curiosità di poter assaporare e fare proprie nuove interessanti narrazioni, nonché una nuova teatralità sonora, una nuova lettura del mondo, dei suoi incubi, delle sue fobie, delle sue insopportabili ipocrisie. Il tutto sotto lo sguardo di una Luna nera, complice ed attenta, nei cui crateri dimorano i grandi e preziosi numi tutelari di questo rock romantico, oscuro, ammaliante ed intimista: Angelo Badalamenti, Tom Waits, Mark Lanegan, Leonard Cohen. 

Ed intanto il rosso del giorno che finisce, il rosso delle labbra, il rosso della copertina prendono il sopravvento cromatico e la nostra anima trova la propria dimora in quella dimensione onirica nella quale non ci non più barriere a circoscrivere le nostre idee, le nostre passioni, il nostro futuro.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

Comments are closed.