lunedì, Giugno 17, 2024
Il Parco Paranoico

Prima che il Fuoco avvolga ogni cosa, Le Pietre Dei Giganti

Questo disco live de Le Pietre Dei Giganti è proprio ciò di cui avevamo bisogno per evadere, per riappropriarci del nostro tempo, per mettere assieme i nostri pensieri e per scoprire che il mondo, che abbiamo attorno, non è, esattamente, quello che ci descrivono i media, le TV o i social, che, sempre più spesso, diventano, purtroppo, l’unica fonte di apprendimento, di conoscenza o di documentazione utilizzata.

La band italiana ci sprona, invece, attraverso il suo magmatico e lisergico stoner-rock, a ritrovare l’eco di quelle sensibilità psichedeliche che esistono, da sempre, in ciascuno di noi. Certo, non è facile, perché si tratta di una dimensione nebulosa, a volte oscura, nella quale è facile disorientarsi e prendere la strada più semplice, una strada che, indipendentemente, dalla sua traiettoria e dalla sua destinazione significa dipendenza. Dipendenza dalle menzogne, dipendenza dalla paura, dipendenza dalla diffidenza, dipendenza dalle divisioni più semplicistiche e banali: o di qua o di là, o buio o luce, o buono o cattivo, mentre, invece, le sonorità oniriche e malinconiche della band ampliano quelle che sono le diverse prospettive e sfumature di questo mondo morente, sovrapponendo elementi melodici verbali, traiettorie blues-rock, divagazioni metalliche di matrice heavy, folk infernale e, ovviamente, una torbida e tumultuosa preghiera di feedback e rumore, di riff energetici e orizzonti desertici, che mostra tutta la passione del fuoco stoner che emerge dal nostro passato comune, dal nostro pianeta malato, dalle nostre coscienze sopite, silenziate ed asservite.

Ma è giunto il momento di liberare l’energia selvaggia, di riprendere quel cammino tribale che unisce la foresta oscura della band toscana alla leggendaria Sky Valley, mentre, intorno a noi, gli antichi sabba riprendono forza e vigore e una pioggia incessante di brucianti verità piove dal cielo, abbattendosi su tutti i palazzi del potere, laddove sono trattenuti i nostri sogni, laddove sono incatenate le nostre passioni, laddove sono imprigionati tutti i nomi, i fatti, gli eventi, le storie che non avremmo mai dovuto conoscere.

Espiazione, liberazione, rituali e culti ancestrali per la salvezza materiale delle anime e dei corpi, sono queste le parole di luce che avvolgono il live, che si impadroniscono del palco, che si diffondono tra il pubblico, che vengono catturate dal disco, rendendo l’ascolto di questo concerto una sorta di rito sacro, collettivo e condiviso, di connessione alternativa, in cui i cavi ethernet, le schede di rete, i server, le antenne, i chip elettronici e le linee di codice sono, finalmente, sostituiti dai nostri cuori pulsanti, dalle chitarre e dalla batteria, dalle tastiere e dal basso, dalle percussioni e dai suoni che evocano i cicli della natura, i ritmi ancestrali del Creato, la voce laica dell’Universo, facendo sì che gli abissi malvagi, con cui tentano, da millenni, di controllarci, di manipolarci e di mantenerci in un perenne e mortifero stato di paura, si spalanchino dinanzi ai nostri occhi e, soprattutto, dinanzi alle nostre menti.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta". Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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