venerdì, Luglio 19, 2024
Il Parco Paranoico

Tremors, The KVB

Mik Brigante Sanseverino Giugno 20, 2024 Dischi Nessun commento su Tremors, The KVB

L’oscurità è viva, l’oscurità è pulsante, l’oscurità è compassionevole, l’oscurità è, oramai, l’unica possibile liberazione da questo mondo sciocco e violento che, quotidianamente, ci imbroglia, si manipola, ci abbruttisce, ci instupidisce, ci deride, ci obbliga, ci ammalia ed, ammaliandoci, ci fotte brutalmente.

L’oscurità distopica del duo britannico è un portale aperto sulla cruda realtà dei nostri giorni, su quella schiavitù iper-tecnologica, virtuale e mediatica che ci piace tanto. Da questo varco aberrante e moribondo i KVB invadono, con le loro trame ed atmosfere darkwave, con il loro pop sintetico e dolente, con le loro divagazioni, riflessive e lisergiche, di matrice shoegaze, il nostro funesto e disagiato presente.

No, non si tratta più della guerra fredda degli anni Ottanta, dei due blocchi contrapposti, non è l’ingenuo e falso buonismo capitalista degli anni Novanta, non è la promettente e rassicurante globalizzazione del nuovo Millennio, è qualcosa di molto peggiore, è qualcosa che fa leva sui sentimenti più odiosi che risiedono, da sempre, nell’animo umano, qualcosa che si nutre delle paure più illogiche, degli istinti più bellicosi e irrazionali e delle azioni e delle scelte più crudeli e scellerate, ricoprendo tutto con un morbido e virulento velo di promesse di pace, di inclusione, di sicurezza e di solidarietà. Mentre, sotto, sotto i più furbi, i più cattivi, i più prepotenti ed i più arroganti prendono il controllo dell’economia, del lavoro, della società, del futuro.

E a noi, stretti tra il mondo apocalittico dipinto dai Cabaret Voltaire e le mortali ed allucinanti ombre narrate dai Joy Division, non ci resta, per sfuggire da queste nauseanti e ricorrenti strategie politically-correct, che abbracciare il fuoco gelido e glaciale di “Tremors”. Una fiamma tremante, una fiamma onesta, una fiamma di melodie e di synth, una fiamma che illumina un futuro disperato e sanguinario, un futuro di ideali e di palazzi che crollano uno dopo l’altro, di eroi che finiscono maciullati, ricattati, spogliati, fatti a pezzi dagli algoritmi di intelligenze artificiali che schizzano ovunque le loro folli linee di codice, i loro missili, le loro menzogne, convincendoci che noi non siamo altro che oggetti, non siamo altro che prodotti, non siamo che altro che un mucchietto limitato ed imperfetto di informazioni, di dati da scambiare, di esperienze da memorizzare, di sentimenti da immagazzinare, di formule, di processi, di schemi e di modelli da analizzare e imprigionare, infine, in qualche remoto ed inaccessibile server.

Hanno migliorato, non c’è che dire, il loro modo di fotterci. Dopo secoli e secoli di prove, di guerre, di olocausti, di genocidi, di bombe, di morti innocenti, ci sono, finalmente, riusciti. E noi? Noi, continueremo ad attendere, ad accontentarci, a restare in silenzio, a tenere il capo chino, a farci distrarre dai loro spettacoli, a farci prendere per il culo?

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta". Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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