lunedì, Giugno 17, 2024
Il Parco Paranoico

Big Swimmer, King Hannah

Mik Brigante Sanseverino Giugno 1, 2024 Dischi Nessun commento su Big Swimmer, King Hannah

Il tempo siamo noi stessi, non servono orologi atomici a definirlo, né chissà quale altro sofisticato marchingegno elettronico, perché esso è dentro di noi, tanto nelle spirali del DNA, quanto nei nostri sentimenti più intimi, nelle persone alle quali ci leghiamo e che, ahimè, perdiamo o abbandoniamo, quanto nei frammenti poetici che, se siamo abbastanza fortunati, riusciamo a scoprire, in quella breve stagione che definiamo esistenza.

Il tempo, scandito dalle ritmiche psych-blues di questo nuovo album del duo Merrick-Whittle, è ciò che lasciamo in eredità alle generazioni future, al di là di tutti i dubbi e di tutte le difficoltà che ciascuno di noi è chiamato ad affrontare, esso è una preziosa fonte di apprendimento, di crescita, di maturazione e di ispirazione. Ed intanto i suoi paesaggi chitarristici, ipnotici e suadenti, invadono i nostri confortevoli ed eccessivi ambienti domestici, ci spingono a vivere quelle che sono le esperienze dolorose degli altri, soprattutto, quando, nella nostra malsana, virale e tecnologica indifferenza, trovano, sempre più spesso, terreno fertile le dipendenze più tossiche, le follie più abominevoli, gli abusi più atroci.

Fortunatamente, però, ci sono posti e persone, come Kim Gordon, come il trip-hop e tutta la scena elettronica di Bristol, come i club underground e punkeggianti di New York, che riescono ancora a sorprenderci, a incoraggiarci, a restituirci quella fiducia che i fatti e gli eventi quotidiani ci portano via, sopraffacendoci con la triste convinzione di un mondo insicuro, di un nemico ostile e di un essere umano perennemente rivolto verso il Male; teoria alle quali ci dicono che bisogna, necessariamente, rispondere con la forza, con la brutalità e con le armi, affidando, magari, ad altri la nostra sicurezza, la verità, la politica, la giustizia, il futuro.

“Big Swimmer” di King Hannah richiama atmosfere provenienti dagli anni Novanta, aperture elettroniche e ingenue spigolosità grunge-rock, senza perdere di vista, però, ciò che siamo diventati oggi e tentando di recuperare, tra le sfumature indie-folk di questi undici brani, la voglia di vivere ed anche di confrontarsi con la propria tristezza e la propria insoddisfazione, riuscendo, quindi, a superare quelle che sono le nostre decisioni sbagliate, ad essere meno implacabili nei nostri giudizi, aprendoci, di conseguenza, a visioni della musica, dell’arte, della realtà, della vita che non debbono essere, per forza di cose, quelle con le quali siamo cresciuti e che consideriamo normali. Perché, oltre l’oceano, oltre la nostra storia, oltre lo schermo del PC, dall’altra parte della strada, esistono prospettive che non abbiamo mai assaporato e che potrebbero consentirci di prendere, finalmente, il volo o di impreziosire quelli che diventeranno, un giorno, i nostri racconti, le nostre canzoni, i nostri ricordi, i nostri sogni, il tempo che doneremo alle generazioni del futuro.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta". Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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