lunedì, Maggio 11, 2026
Il Parco Paranoico

Vol.II, Angine De Poitrine

Mik Brigante Sanseverino Maggio 4, 2026 Dischi Nessun commento su Vol.II, Angine De Poitrine

Un squarcio cosmico, sì, ma anche una risata improvvisa nel vuoto. “Vol. II” degli Angine De Poitrine non è soltanto un ponte sonoro tra ciò che resta del nostro intelletto non contaminato e i meandri più remoti della galassia: è un sabotaggio. Un cortocircuito deliberato. Una fenditura nella logica. Ci si entra come in una stanza senza pareti, dove ogni direzione è, contemporaneamente, fuga e ritorno. Le incalzanti divagazioni psichedeliche non conducono da nessuna parte — e proprio per questo aprono tutte le strade possibili. Maschere di cartapesta sorridono, mentre si sciolgono, narrazioni aliene si accartocciano su sé stesse, traiettorie ipnotiche diventano spirali senza centro. È un continuo smarrimento, ma uno smarrimento che purifica, che lava via la pretesa di capire, di classificare, di ordinare.

E poi le chiusure imprevedibili: non finali, ma alterazioni del concetto stesso di fine. Come se ogni brano fosse stato costruito per negare la propria esistenza un attimo dopo averla affermata. Le melodie orientaleggianti si insinuano come miraggi, mentre l’approccio funk-prog non cerca sintesi, ma collisione. Qui non si tratta di fondere generi: si tratta di farli implodere. Ogni schema viene spezzato non per provocazione, ma per necessità fisiologica. Perché lo schema è malattia.

E allora l’ordine — quell’ordine che ci rassicura, che ci organizza, che ci rende efficienti — viene smascherato per ciò che è: un morbo micidiale. Uccide le prospettive prima ancora che nascano, sterilizza gli orizzonti, corrompe l’immaginazione fino a renderla ordinaria amministrazione.  Non è un caso che questi due “extraterrestri” sembrino essere arrivati qui con una missione precisa: ricordarci cosa significhi creare senza permesso. Non suonano strumenti: li costruiscono, li piegano, li reinventano. Ogni suono è materia viva, ogni errore è una porta, ogni deviazione è un linguaggio. L’esistenza, sotto l’effetto di questo disco, smette di essere una linea e diventa un’avventura. Una di quelle storie che non trovi in nessuna libreria, forse perché appartengono a un fumetto lisergico mai pubblicato, o forse perché quel fumetto siamo noi. O meglio: siamo noi quando smettiamo di comportarci come lettori e iniziamo a essere carta, inchiostro, pagina, deformazione.

E qui il legame con il Dadaismo non è solo estetico, ma diventa strutturale. Come nei collage verbali di Tristan Tzara, anche “Vol. II” rifiuta la coerenza come valore. Non costruisce significati: li smonta, li ridefinisce, li ridicolizza. L’assurdo non è un effetto collaterale, è il metodo. Quei pois, quei piccoli pallini che sembrano decorativi, diventano, allora, un linguaggio segreto. Gocce di LSD o coordinate di una mappa che non porta da nessuna parte — o forse ovunque. Ripetizione come trance, segno minimo come universo. Un’estetica che gioca con il caos, ma lo fa con una precisione quasi rituale.

E in fondo resta un sospetto: che tutto questo non sia musica nel senso tradizionale, ma un meccanismo per disintossicarsi dalla realtà così come ci è stata insegnata. Un invito a sabotare la linearità, a ridere dell’ordine, a perdersi volontariamente. Perché forse è proprio lì, nel disordine più totale, che si nasconde l’unica forma possibile di lucidità.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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