giovedì, Febbraio 12, 2026
Il Parco Paranoico

Casting The Circle, High Priestess

Mik Brigante Sanseverino Aprile 14, 2020 Dischi Nessun commento su Casting The Circle, High Priestess

Le atmosfere di “Casting The Circle” sono drammatiche ed evocative; le cupe vibrazioni metalliche vengono diluite con passaggi psichedelici e melodie epiche ed ancestrali, a partire proprio dall’omonimo brano iniziale che ci introduce ai magici rituali delle tre sacerdotesse.

L’album, nel suo complesso, è omogeneo, ma senza cadere mai nell’appiattimento, visto che si passa dalle sonorità di “The Hourglass”, influenzate dal calore appassionato di stoner e psych rock, a quelle della lunga “Invocation” che mescolano doom e progressive metal, ossessioni infernali ed antichi riti pagani, momenti di luce, dolcezza e melodia ad altri che sono vere e proprie escursioni nei meandri più bui e caotici della psiche umana, in un continuo, dispendioso e dinamico equilibrio tra l’elemento materiale e quello spirituale, mentre ci muoviamo, in bilico, sull’orlo sottile che separa il Bene ed il Male, alla ricerca dell’elemento trascendentale e divino presente in ciascuno di noi.

L’album ha un suo incedere lento e sacrale, non si preoccupa affatto del frenetico fluire del tempo: vive il suo presente, ma le sue ombre si allungano minacciose verso un misterioso futuro, prendendo origine da qualcosa di mistico, elementare, potente, vivo, che è celato nel nostro lontano passato e che le voci intrecciate della suadente “Ave Satanas” tentano di risvegliare. Quasi come fosse l’ultimo tentativo di chiudere il cerchio e permettere ad un nuovo ciclo di incominciare, esorcizzando le ombre che incombono sul nostro povero e dilaniato mondo, tentando di creare un magma sonoro unico, costituito dalle antiche e tenebrose melodie di “Erebus”, dall’acidità più blueseggiante ed elettrica degli anni Settanta, dalle ossessioni tecnologiche serpeggianti nel metallo moderno, da profumi di incenso e mirra che ricordano civiltà delle quali restano solamente miti, leggende e magnifiche rovine.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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