martedì, Giugno 16, 2026
Il Parco Paranoico

Epidemic, Unruly Girls

Mik Brigante Sanseverino Maggio 24, 2020 Dischi Nessun commento su Epidemic, Unruly Girls

Nonostante il prezzo più alto venga pagato sempre dai più deboli, dai più poveri, dagli ultimi – basti guardare all’America dei tycoon, nella quale, in luoghi come Chicago o la Louisiana, il 70% delle vittime di Covid-19 sono afroamericane – l’epidemia ha messo in luce le debolezze sistematiche del nostro modello di sviluppo. Ora è tempo di scegliere se continuare a proporre – esasperandolo ed incattivendolo ancora di più – il medesimo modello economico, politico e sociale – paradiso per pochi ed inferno per tutti gli altri – oppure tentare di realizzare un mondo più giusto, più equo e soprattutto più inclusivo.

Gli Unruly Girls danno forma sonora, tra synth ossessivi e psicotici, bassi pulsanti e graffianti ritmiche post-punk, a questo dilemma umano: “Epidemic” auspica un utopico prospero futuro globale per tutti noi, ma, allo stesso tempo, affonda le unghie in quella che è la nostra cruda e moribonda realtà, facendo leva sui passaggi più oscuri, industriali e claustrofobici di brani come “Please Give Me A Smile” o “Bloody Brushing”.

Il mondo di “No Wonder You Want Me Dead” sembra essere un mondo senza speranza, un luogo cattivo in cui prosperano solamente discriminazioni e violenze, ma nonostante la notte profonda in cui sono finite, le persone non perderanno mai il loro naturale bisogno di sognare, di credere, di dare vita a legami e rapporti. Tutta una serie di percezioni, di comportamenti, di connessioni e di sentimenti positivi che possono davvero salvarci e concederci una strada diversa, mentre, nel frattempo, le sonorità darkwave diventano più dolci ed accattivanti, ci spingono a danzare,  a stare assieme, includendo nel proprio background musicale elementi di diversa matrice, più remoti, più orientali, perché ciò che è fondamentale, se non vogliamo davvero scomparire, è imparare a non aver paura di ciò che è differente. “Everyday A Dead Cat” e “Chanson Massacre” aprono le porte ad armonie malinconiche, “Black Love” e “Dren Crom” ci mostrano dov’è il dancefloor, “We Go And Goods Remain” è introspettiva e lisergica, guarda dentro di noi e ci esorta a riscoprire tutti quei sogni che abbiamo abbandonato, in modo che la speranza possa fare ritorno. Inshallah.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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