giovedì, Ottobre 15, 2026
Parco Paranoico

Incidents, Black Ink Stain

Mik Brigante Sanseverino Giugno 23, 2021 Dischi Nessun commento su Incidents, Black Ink Stain

“Incidents” non fa sconti a nessuno, arriva deciso e diretto, con i suoi riff vibranti, le sue sonorità crude ed abrasive, il suo miscuglio incandescente di noise rock, post-grunge e atmosfere alternative-rock che ci riportano ad un’epoca, quella degli anni Novanta, nella quale eravamo più ingenui, più puri, meno invischiati in questa maledetta rete globale che, oggi, inquina le nostre scelte, limita fortemente quello che dovrebbe essere il nostro libero arbitrio e marginalizza tutti coloro che sono poco inclini a sottomettersi ai suoi schemi logici e ai suoi modelli comportamentali.

Le chitarre rabbiose, le estenuanti ritmiche basso/batteria, la volontà di spingersi sempre più a fondo, sotto quella piatta, apparentemente calma, lucente e sorridente superficie di ipocrisia, buonismo e luoghi comuni che scandisce le nostre giornate, conduce il trio francese ad elaborare un proprio accattivante, robusto e drammatico groove: oscuro, dolente e ostinatamente metallico, a volte pervaso dalle ossessioni e dai fantasmi di “I See You Dead”, a volte più malinconico, tossico e sfuggente, come in “Pont Des Goules”. 

I Black Ink Stain, in fondo, non fanno altro che trasformare ciò che abbiamo attorno a noi in trame sonore spigolose, energiche ed intrise, purtroppo, da presenze negative e maligne. Le visioni distorte di “Frozen Stance” si alternano con passaggi più introspettivi e nostalgici, quasi sognanti, che diventano le voci liberatorie di “S.O.M.A.”, il brano che chiude un disco duro, ma decisamente seducente. Un disco che ci rappresenta perché mette in evidenza ciò che siamo; ciò che pensiamo di possedere; tutta la nostra assurda superbia; la nostra angosciante frustrazione, mascherata dietro sciocchi vaneggiamenti di fama, potere o successo, amplificati a dismisura dai tanti social intorno ai quali costruiamo le nostre vite, mentre, intanto, un silenzio mortale e profondo entra dentro di noi, ci atterrisce e ci sovrasta. Un silenzio al quale la band proveniente da Clermont Ferrand risponde con il suo rumore, la sua libertà e la sua voglia di vivere.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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