domenica, Ottobre 2, 2022
Il Parco Paranoico

W, Boris

Mik Brigante Sanseverino Gennaio 24, 2022 Dischi Nessun commento su W, Boris

NO-W. Adesso. Adesso è il momento di riprendere il pieno controllo delle nostre vite, sottraendolo a quei corvi, quei grilli e quelle civette che hanno sfruttato e politicizzato la pandemia per consolidare il proprio potere e la propria influenza, spesso per scongiurare elezioni che mettessero fine o ridimensionassero la propria carriera politica o per costringere le persone a vivere in un clima perenne di insicurezza e di paura, elargendo ristori e aiuti economici, in cambio di consenso, approvazione e sostegno.

Nel nostro paese, addirittura, ciò è avvenuto con il silenzioso e compiacente benestare dei grandi media, mentre, invece, fortunatamente, in tante altre nazioni, essi hanno voluto mantenere gli occhi aperti e non si hanno frettolosamente e colpevolmente rinunciato, nel nome della crisi sanitaria, al proprio spirito critico, né ad esercitare una vigilanza democratica attiva sulle scelte e sulle azioni dei governi.

Adesso, però, è il momento di mettere un punto a questo iniquo scempio sociale e a questa forzatura distropica della realtà. La band giapponese, di conseguenza, forte delle sue sonorità eterogenee, magmatiche, incisive e sperimentali, nelle quali le torbide ed oscure atmosfere metalliche di riferimento si intrecciano ad elementi di matrice psichedelica, ambientale, noise-rock ed elettronica, ci sprona a ritornare alla verità dei fatti e a una sana interpretazione degli eventi. Nubi dense di bugie avvolgono i nove brani del disco, rendono l’aria che ci circonda pesante, i Boris danno consistenza sonora al clima ossessivo che si avverte nelle nostre città, ma, allo stesso tempo, hanno il vigore che serve a far tabula rasa di ogni falsa certezza e illusione, soprattutto quando esse non sono altro che un modo subdolo per accarezzare e favorire il proprio ego, fregandosene degli altri, delle loro vite e delle loro necessità.

“W” è una favola cupa, è l’improvvisa apertura del vaso di Pandora, è la capacità di riconoscere le mostruose falsità che ci circondano, riuscendo ad inglobare nel proprio sound momenti più ariosi ed eterei, passaggi turbolenti e rumorosi, atmosfere ipnotiche e visionarie, trame sintetiche e minimali. Questo album chiude, nel miglior modo possibile, il cerchio aperto dal precedente “NO”; la sua essenza è quella di una ferita che adesso si è finalmente rimarginata; resta, ovviamente, la cicatrice, la quale ci rammenterà, per sempre, tutto il dolore, i sacrifici e le sofferenze che abbiamo dovuto patire e che non possono e non debbono essere la leva con cui continuare a limitare e controllare il nostro futuro.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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