domenica, Ottobre 2, 2022
Il Parco Paranoico

Matriarch, Tuskar

Mik Brigante Sanseverino Aprile 3, 2022 Dischi Nessun commento su Matriarch, Tuskar

Il futuro è incerto, la fine è prossima, l’aria è carica di tensione, una chimica di matrice post-metal irrompe, con funesta, accattivante e sorprendente intensità, nelle nostre menti dormienti, scaraventandole in una dimensione vibrante ed ancestrale, la cui voce assume la forma di sonorità grunge, noise-rock e progressive metal.

Forse c’è ancora un barlume di speranza, celato tra le pieghe oscure di “Shame”, pronto a manifestarsi, in tutto il suo bruciante ed accecante bagliore, nella tempesta sonica di “Into The Sea”, mentre le onde ci sospingono, inesorabilmente, a varcare le colonne d’Ercole delle nostre solitudini virtuali, dei nostri egoistici sensi di colpa e delle nostre paure più irrazionali, per metterci dinanzi alla cruda ed inesorabile verità. Sapremo accettarla, comprenderla e immaginarne una completamente diversa oppure il panico e la paranoia ci condurranno verso l’abisso finale di “Grave”?

Siamo sospesi su questi riff infetti e taglienti, “Matriarch” è la voce possente di un tempo che non esiste, di uno spazio che non ha valenza fisica, ma i suoi groove colpiscono dentro e fuori di noi, lo spirito e la materia, il presente e il futuro. Il loro tetro abbraccio è l’unico specchio nel quale possiamo intuire quanto sia devastante il vuoto e quanto sia triste  doversi sottomettere ad esso, alle sue menzogne, al suo odio, a tutta l’inutile violenza che spargiamo per il mondo, nella assurda e schizofrenica convinzione di fare qualcosa di buono per noi stessi, per quelli che ci sono vicini, per la nostra famiglia, per i nostri amici, per il nostro popolo.

Ma “The Trees, The Trees, The Trees” ci mostra, invece, la realtà drammatica di ferite che continuano ad imputridire e soprattutto di un contagio che si diffonde ovunque: in ogni casa, in ogni città, in ogni tempio, in ogni luogo di lavoro o di socialità, scolpendo un attuale presente di morte nelle nostre carni e nelle nostre essenze e lasciando che parole come “pace”, “speranza” o “avvenire” vengano risucchiate nel più ostile e brutale degli inferni, quello della guerra.     

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.