venerdì, Maggio 20, 2022
Il Parco Paranoico

Wet Leg, Wet Leg

Mik Brigante Sanseverino Aprile 21, 2022 Dischi Nessun commento su Wet Leg, Wet Leg

Indie-rock masticabile, ammaliante come una vecchia cantilena, ma, allo stesso tempo, frizzante, lunatico ed auto-ironico. Un miscuglio di trame pop e chitarre che ci aiuta a prendere le distanze dalle ossessioni eccessive e disturbanti che caratterizzano la nostra quotidianità digitale, mediatica ed iper-tecnologica, fatta, sempre più spesso, di attacchi di panico improvvisi, di comportamenti paranoici, di superficialità e di una perenne e strisciante sensazione di inconsistenza, di vuoto e di inadeguatezza che ci perseguita e brutalizza, alzando continuamente il livello di quelle false rappresentazioni di bellezza dalle quali si fanno ispirare e, purtroppo, condizionare le nostre vite ridicole e stropicciate.

“Wet Leg” potrebbe essere il colpo di grazia definitivo alla nostra salute mentale, ma anche la rottura del cerchio nel quale ci siamo fatti abbindolare ed intrappolare. Chi può dirlo? Raffiche di disperazione, abissi di nevrotico romanticismo, prigioni di solitudine ed anfratti di oscura depressione possono manifestarsi, in qualsiasi momento, sul nostro cammino; saremo abbastanza svegli da riconoscerli oppure, forse, è meglio essere incoscienti e passare oltre? Intanto, questi dodici brani tratteggiano, con cruda consapevolezza, le linee e i contorni di un mondo artificiale che ci deride con i suoi miti di giovinezza e di eterna spensieratezza, ma, se solo guardassimo meglio ciò che abbiamo attorno, ci renderemmo contro che è solamente plastica, solamente ciarpame a buon mercato, un fiume di buone maniere e di sorrisini ipocriti, un universo di frasi di circostanza e di luoghi comuni che dobbiamo, assolutamente, buttare in qualche discarica, assieme a tutte quelle teorie che vaneggiano di un mondo migliore che non è mai esistito e mai, probabilmente, potrà esistere, almeno finché saremo così sciocchi, cattivi ed arroganti.   

Il nuovo millennio baratta le sue angosce per un transitorio successo su Tik Tok, ma si tratta di fenomeni virali – non solo nel senso della loro diffusione – ma di vere e proprie malattie mediali che lobotomizzano i nostri cervelli. A questo punto è lecito chiedersi, se “Wet Leg” possa essere parte della cura o sia solo una delle fasi momentanee della nostra malattia, qualcosa che, grazie alle sue melodie a cavallo tra ninety e anni zero, confonda i nostri cuori ansiosi e disaffezionati e li incastri in un sogno mellifluo che non fa altro che ripetere i suoi luminosi eccessi. Alienazione? Certo, ma è un’alienazione gratificante, perfettamente incastonata tra l’epopea bowiana e una chiassosa festa new wave che non finisce mai.        

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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