giovedì, Febbraio 12, 2026
Il Parco Paranoico

A Ride, Phill Reynolds

Mik Brigante Sanseverino Giugno 13, 2022 Dischi Nessun commento su A Ride, Phill Reynolds

“A Ride” è un racconto di viaggio e di fuga, di redenzione e di ricerca, di comprensione e di dannazione, nel quale una vicenda personale, quella di un uomo che è braccato dal peso del tempo che ha vissuto, si mescola all’America di oggi, un paese condannato a convivere con la propria grandezza, con i propri grandi ideali di libertà e di giustizia, ma anche con tutti i suoi sensi di colpa e le sue assurde e spesso violente contraddizioni.

Phill Reynolds costruisce, un brano dopo l’altro, un passo dopo l’altro, un respiro dopo l’altro, un giorno dopo l’altro, il parallelismo tra un essere umano, giunto alla fine del proprio personale sentiero, e una nazione che si sente, sempre più, prigioniera dei suoi miti e dei suoi peggiori fantasmi, mentre le sonorità alternative folk e country di questi undici brani si mescolano ad un blues cupo, fosco, minaccioso e maledetto. Un blues che rispecchia, alla perfezione, le nostre sconfitte più brucianti e i nostri sogni infranti; un blues che è il filo che ci rammenta il grande sogno americano, un sogno che viene risucchiato dai più bestiali rigurgiti razziali, dall’egoismo, dalle armi, dal materialismo, da una brama irrazionale di potere che produce solo devastazione, solitudine, desolazione.

Una desolazione dalla quale Phill Reynolds fa germogliare le sue immagini sonore in chiaroscuro, le sue visioni poetiche, nostalgiche e profondamente melodiche alle quali il cantautore italiano dona un potente ed eroico spessore emotivo. C’è un ponte che congiunge questo folk crudo e appassionato alle pagine di Ernest Hemingway, soprattutto quando non si ha paura di accettare la fine, quando si ha il coraggio di non ignorare la morte – come accade nel nostro onnivoro ed eterno presente virtuale, sovrabbondante di falsi ideali di perfezione, benessere e bellezza. Perché la morte, in fondo, è il modo più efficace per raccontare la nostra storia, per lasciare la nostra testimonianza, per vincere, finalmente, i demoni che ci danno la caccia e consentire ad altre narrazioni di scoprire il proprio inizio.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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