venerdì, Febbraio 13, 2026
Il Parco Paranoico

Congregation, Witch Fever

Mik Brigante Sanseverino Novembre 23, 2022 Dischi Nessun commento su Congregation, Witch Fever

“Congregation” è un antidoto alla rabbia, nel senso che riesce a trasformare un mondo patriarcale, perverso, ipocrita ed oppressivo, come quello di alcuni ambienti, di alcune chiese e di alcune istituzioni cristiane, in un mix esplosivo, feroce e liberatorio di emo-rock e post-grunge. Sin dall’inizio, infatti, dall’irruenta e veemente “Blessed Be Thy”, quello che dovrebbe essere un inno sacro viene rielaborato in un urlo oscuro dominato dalle chitarre nel quale la visione di un Dio severo, vendicativo, minaccioso e profondamente maschilista viene spazzata via da una tempesta sonora fatta di echi, fuzz, feedback e distorsioni che offre sé stessa, il proprio corpo e la propria anima, sull’altare degli dei primordiali del punk.

Il disco è spigoloso, tagliente e scheletrico, la batteria è frenetica e pesante, mentre le chitarre evocano una dimensione apocalittica ed angosciosa nella quale il triplice timore del giudizio, della colpa e del peccato privano gli esseri umani dei propri sentimenti e della propria individualità, lasciandoli in balia di un destino soffocante nel quale l’unica cosa che conta è la morte. Ed intanto qualcuno, dall’alto del proprio seggio occulto, non fa altro che controllarci e manipolarci, consentendo, ai propri mastini e ai propri aguzzini, di commettere le peggiori violenze e le peggiori ingiustizie e facendo sì che il Male assoluto, quello che irrompe attraverso le trame vibranti di “Deadlights”, si impossessi delle nostre esistenze.

Ma le Witch Fever non hanno alcuna intenzione di volgere l’altra guancia o di mostrarsi afflitte, prone e vulnerabili dinanzi all’arroganza di questo sistema di potere che, sfruttando Dio e la religione, mira, invece, ad impossessarsi dell’economia, della politica, della scuola, del lavoro, della giustizia, della vita delle persone. Il loro obiettivo è quello di picchiare forte e picchiare duro, mostrarne le crepe e le innumerevoli contraddizioni, facendo a pezzi le loro bugie, rendendo evidente quanto siano inutilmente infelici i loro assurdi principi e quanto spesso essi sconfinino nella prepotenza e nella brutalità, favorendo un atteggiamento ostile nei confronti della vita, della felicità, del libero arbitrio, perché sanno benissimo che, facendo altrimenti, perderebbero gran parte del proprio potere distruttivo ed inibitorio, nonché la facoltà di poter stabilire chi è buono e chi è cattivo, chi sarà salvato e chi brucerà all’inferno, quale città, quale nazione, quale popolo, quali persone rappresentino Sodoma e quindi debbano essere additate, colpevolizzate, ingiuriate, umiliate ed infine completamente annientate.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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