venerdì, Novembre 6, 2026
Parco Paranoico

Artefacts (Reimaginings From The Original Psychedelic Era), The KVB

Ormai l’antico astio del mondo punk verso le ambientazioni e le trame psichedeliche che avevano caratterizzato quel decennio di ingenue speranze che furono gli anni Sessanta, è stato ampiamente superato e i KVB ne sono la prova concreta.

Nelle loro sonorità, intrise di cupa, funerea e darkeggiante malinconia, nonché di distorto, ossessivo e crudo post-punk, si innestano, con vibrante naturalezza, le divagazioni acide e lisergiche di quella dimensione catartica celata dietro lo specchio del nostro inconscio, laddove i traumi e le fobie personali si trasformano, magicamente, in creature maliziose, in proiezioni mentali perverse, in congetture bizzarre, in esperienze oniriche ai confini della galassia, in iperboliche discese del nostro io più primitivo ed ancestrale.

Eppure l’incipit del disco, la cover “I Ain’t No Miracle Worker” ci rammenta, con forza, che la realtà, con tutte le sue sovrastrutture tecnologiche, i suoi droni armati di missili, le sue multinazionali dell’odio e i suoi confini geopolitici, incombe su tutti noi. Le funeste visioni sonore di “Reverberation” irradiano lampi di buio, mentre la danza gotica di “Medication” cattura i nostri sensi e li intrappola in un paese delle meraviglie spettrale, nel quale lo stesso tempo si sgretola e le ombre del passato – le peggiori ombre del passato – tornano, improvvisamente, a dettar legge, reincarnandosi nelle spregiudicate prospettive di questo assurdo e lascivo presente, un’epoca assolutamente cinica, evanescente, meschina e banale che propone, a chiunque non rientri in quel minuscolo 1% che si è ingiustamente impossessato della totalità delle ricchezze del pianeta, una anonima e sterile strada di superficialità e rate da saldare come soluzione finale a qualsiasi dubbio, qualsiasi ansia, qualsiasi conflitto, qualsiasi malanno.    

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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