“Losses” dei Kint sembra nascere da un’intuizione antica quanto il tempo: all’inizio esisteva un’unica storia, una narrazione originaria che conteneva tutte le altre. Poi qualcosa si è spezzato. E quella frattura ha continuato a moltiplicarsi, generando frammenti sempre più piccoli, [...]
Gli Slowdive sono l’essenza preziosa dell’atmosfera perfetta. Da oltre trent’anni la loro musica possiede la rara capacità di sospendere il rumore del mondo, di costruire rifugi invisibili nei quali soffermarsi quando la realtà diventa troppo aspra, troppo veloce, troppo pesante. [...]
C’è una nebbia che sale lenta da un oceano oscuro e distorto, una materia densa che sembra inghiottire ogni contorno e trasformarsi nello schermo ideale su cui i Noday proiettano il proprio universo sonoro. “Solo Stare Solo” nasce esattamente lì, [...]
Un riuscito amalgama di sentimenti e di shoegaze, i Leaving Venice attraversano questi tempi liquidi con la grazia inquieta di chi ha imparato a camminare sulle ferite. Non si limitano a osservare il mondo: gli passano attraverso, lo filtrano, lo [...]
L’amore non è una luce frontale. Non è un hashtag, non è un’insegna al neon che ti costringe a guardare fisso in un’unica direzione. L’amore, semmai, è penombra: è uno sguardo che si abbassa, è il tempo che si dilata [...]
Non più al riparo di un guscio ovattato, non più rannicchiate negli angoli rassicuranti della notte. Queste canzoni escono allo scoperto, liberano le trame ipnotiche e i riverberi shoegaze che sembravano proteggerle come un manto stellato, e si espongono alla [...]
I DIIV pubblicano “Boiled Alive”, la versione dal vivo di “Frog in Boiling Water”: non un semplice live album, ma un progetto più complesso e stratificato, che è, allo stesso tempo, disco, film-concerto e manifesto. Registrato al Teragram Ballroom di [...]
Il ritorno al silenzio. Alla madre. Alla terra. A quel buio primordiale da cui tutto ha inizio e a cui, prima o poi, tutto desidera tornare. “Light Dust” nasce come un respiro trattenuto e poi rilasciato, un sussurro che segue [...]
Una visione rubata alla foschia, una parola sottratta al fragore delle chitarre, un sentimento strappato al silenzio dell’assenza. “Zebra” nasce così, come un frammento salvato dal rumore di fondo di un tempo scontroso, nervoso, un tempo in cui il chiasso [...]
László Krasznahorkai porta negli occhi la dolcezza dell’amarezza, quello sguardo che conosce il peso del crollo, della follia, dell’ingiustizia, ma che non smette mai di scorgere, nelle crepe della devastazione, una scintilla ostinata di bellezza. È lo sguardo di chi [...]