giovedì, Aprile 25, 2024
Il Parco Paranoico

Glasgow Eyes, The Jesus And Mary Chain

Mik Brigante Sanseverino Marzo 24, 2024 Dischi Nessun commento su Glasgow Eyes, The Jesus And Mary Chain

La storia “fraterna” degli Jesus And Mary Chain è la storia di un amorevole conflitto, la storia di come la grandezza possa condurre alla rovina, la storia del baratro nel quale riconoscere i propri errori, i propri atteggiamenti bellicosi e le proprie mancanze, per poi tornare ad immaginare un percorso più maturo, un rapporto umano più sano, una forma di creatività basata sull’armonia, invece che essere, unicamente, la valvola di sfogo della propria rabbia e delle tensioni, quotidianamente, anno dopo anno, accumulate.

Resta il fatto, però, che il tempo scorre, che il rock dei sintetizzatori, da solo, non basta più, che il mondo è un luogo notevolmente minaccioso e pericoloso, nel quale, ormai, le atmosfere di “Darklands” fanno parte del gioco, della sopravvivenza, della nostra ordinaria e precaria subalternità. L’elettronica ha un cuore oscuro e la new-wave è la sua arma preferita, quella con cui sgretolare questo osceno ed immobile presente nel quale vogliono murarci vivi e che, come suggeriscono le trame incalzanti di “Chemical Animal” – uno dei brani meglio riusciti di questo nuovo album – è preferibile dimenticare, sostituendo la realtà con una dimensione estraniante di sostanze tossiche, di velenosa merda che ti penetra dentro, in ogni cellula, confondendo i tuoi stessi ricordi, alterando le tue percezioni e trasformando ogni nuova prospettiva o intuizione in una ennesima pillola di malinconia.

Ma i redivivi The Jesus And Mary Chain, al secondo album post-reunion, vogliono davvero accendere un fuoco diverso, vogliono bruciare i propri sogni passati, vogliono bruciare le invidie, le tentazioni, le accuse, i cattivi presagi e gettarne le ceneri in un campo nel quale possano crescere, finalmente, la fiducia, la speranza e la certezza di potersi affidare all’altro, ad iniziare dal proprio fratello, dal proprio amico, dal proprio compagno, per poi finire con gli sconosciuti che identifichiamo sistematicamente, in maniera del tutto naturale, con un pretesto qualsiasi, come i nemici da contrastare e da combattere.

Un desiderio di pace reale e non solamente a parole che fa, letteralmente, a pugni con la nostra attualità. E se i Jesus And Mary Chain non possono essere più, anche per motivi puramente cronologici, “musicalmente trasgressivi”, questa idea di fondo, invece, sicuramente, può esserlo e fa piacere, per quanto mi riguarda, che le ultime note e le ultime parole siano affidate, dai fratelli William e Jim Reid, tra il giocoso e l’impegnativo, tra la sfrontatezza e il rammarico, tra l’impertinente e l’elegiaco, tra lo spiritoso e il celebrativo, ad un fantomatico Lou, Lou Reid. 

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta". Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.