venerdì, Gennaio 23, 2026
Il Parco Paranoico

Athalase, Rò

Mik Brigante Sanseverino Aprile 6, 2020 Dischi Nessun commento su Athalase, Rò

“Athalase” è il disco che segna il debutto dei Rò, una band proveniente da Azkoitia, nei Paesi Baschi. Si tratta di un lavoro omogeneo ed evocativo, da ascoltare dall’inizio alla fine, perché è caratterizzato da avere un forte senso dello spazio; trasformare la musica in un’immagine significa arricchire di spazio visuale i singoli suoni che si propagano nel tempo.

Tempo che è quello della nostra stessa esistenza, dal momento in cui veniamo al mondo a quello in cui lo lasciamo, passando attraverso tutte le esperienze che facciamo quotidianamente, sia quelle più deludenti e dolorose, che quelle più appaganti e gioiose. Quindi, al centro del discorso c’è sempre l’uomo e le sonorità post-rock strumentali che pervadono l’album ne accompagnano i diversi momenti e fasi della vita: all’inizio esse sono più delicate, morbide e lineari, perché il seme, dopo il gelido inverno, si sta schiudendo nel cuore umido e buio della terra e presto verrà riscaldato dal calore della nuova primavera. Ma nonostante la luce, già nel secondo brano, “Anima”, le atmosfere si fanno meno diluite e rarefatte, diventano via, via più incisive e nell’aria si avverte una certa trepidazione, perché qualcosa inizia ad oscurare il nostro orizzonte.

“Athelas” rappresenta, per certi versi, la maturazione di quel processo di conoscenza che ci porterà ad essere più consapevoli, ma anche a perdere la purezza originale. L’essere umano cresce, evolve, perde, accumula; le sue scoperte lo consumano, lo provano fisicamente e mentalmente, lo corrodono, lo spingono verso un compromesso che può fargli perdere il vero senso della vita. La tecnologia dell’informazione, l’industrializzazione, il neoliberismo sfrenato ci fanno credere che la felicità sia qualcosa che possa essere ordinata e comprata in rete. Ma la vera rete è quella in cui siamo caduti e rende più soli e più deboli; crediamo di essere protetti dalla società civile che abbiamo costruito, dalle sue leggi e dai suoi assiomi, ma è sufficiente una molecola invisibile per far crollare tutto, mentre l’elettronica ed i synth si fanno più presenti ed affamati, si insinuano tra le note della fine, così come si insinuano tra le nostre giornate, in ogni respiro, scandendone i ritmi e stravolgendone i naturali percorsi evolutivi.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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