giovedì, Febbraio 12, 2026
Il Parco Paranoico

We Blame Chicago, 90 Day Men

Mik Brigante Sanseverino Febbraio 2, 2024 Dischi Nessun commento su We Blame Chicago, 90 Day Men

Sonorità sinistre, sghembe e post-industriali che non hanno alcuna intenzione di fare sconti o di indorare la pillola, la realtà è questa: siamo sottoposti ad una criminale overdose, continua ed interminabile, di politicamente corretto, di cancel-culture, di frasi fatte, di buonismo, di rielaborazioni idiote del passato, della storia, dell’arte, del cinema o della musica, ma, sotto, sotto, siamo sempre gli stessi stronzi irrecuperabili che sognano case con il parquet, la piscina, il barbecue e il suv in garage. Anzi siamo peggiorati e, proprio per questo motivo, l’art-rock oscuro dei 90 Day Men spinge le sue trame mathcore verso un orizzonte disarticolato, torbido, frastagliato, decadente e punkeggiante.

La festa è finita, ma nessuno ha intenzione di prenderne atto e perciò i politici continuano a blaterare le loro menzogne, i soldati continuano ad armarsi e combattersi, giudici e poliziotti continuano a fare il gioco sporco dei loro grassi padroni, gli affaristi continuano ad avvelenare i pozzi ed, infine, gli uomini di Dio non la smettono di predicare l’odio e la paura, che, da sempre, garantiscono ai maiali di restare maiali, costringendo le pecore a restare pecore. Intanto aperture jazzistiche, divagazioni post-rock e micidiali accelerazioni post-hardcore ci conducono nel nostro tempo, il tempo del nulla, il tempo nel quale la verità è solamente l’ennesimo compromesso, il futuro è vulnerabile ed un presente infinito convince chiunque a non prendersi troppo sul serio, a fingere di essere altro, a credere senza domandare, a comprare senza bisogno, a sorridere senza gioia, a piangere senza dolore, mentre le idee si disintegrano sotto il peso minaccioso di queste canzoni che mescolano, in maniera accattivante, elettronica e pianoforti, tristezza e crudo, coraggioso e vigoroso realismo.

E tutto avviene con profonda naturalezza, senza alcun tentativo di piacere a chicchessia o di farsi degli alleati, dei protettori, dei seguaci e degli amici, perché, si sa, che, ormai, non esiste assolutamente niente di importante e decisivo oltre il proprio io, la propria sciocchezza, le proprie pose, la propria commiserazione, le propria auto-assoluzione, i propri ritocchi e, soprattutto, le proprie deliranti frustrazioni omicide​.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

Comments are closed.