giovedì, Ottobre 15, 2026
Parco Paranoico

Psychedelia in Times of Turbulence, Hayvanlar Alemi

La band di Ankara, con questo album strumentale registrato in Italia, pone, decisamente, l’accento sulle sonorità più tenebrose e psichedeliche del proprio repertorio. Gli elementi di matrice folk-rock, le suggestioni e le sfumature orientali, i paesaggi selvaggi nei quali la mano dell’uomo non ha ancora impresso il suo caotico e spesso distruttivo marchio, sono ancora vivi e presenti, ma restano sullo sfondo, vengono rallentati e diluiti all’interno di un magma sonoro che emerge dalle crepe dei tempi moderni, così frenetici e così estranianti.

Infatti, in una totale assenza di ideali e riferimenti certi, è come se vivessimo al di fuori di noi stessi, sballottati in una direzione o nell’altra, senza avere la minima consapevolezza di ciò che sta accadendo attorno a noi, di ciò che sta avvenendo nel mondo e soprattutto incapaci a distinguere il vero dal falso in un turbinio di notizie ed informazioni che provengono da ogni dove e che, spesso, sono create ad arte per confonderci, impaurirci, condizionarci o impressionarci. Gli orizzonti di “News of the World”, di conseguenza, diventano sempre più tetri, le aperture suadenti e melodiche di stampo prog-rock che guardavano agli anni Settanta si trasformano nelle atmosfere drammatiche di “Referendum Day”, che danno corpo al malessere di fondo, agli incubi, al buio che incombe sulle nostre vite. 

Musicalmente questa inquietudine interiore rallenta il ritmo cardiaco, cattura il flusso dei nostri pensieri; vi è come il presentimento che debba accadere qualcosa di tremendo ed irreversibile, mentre i singoli accordi si fanno sempre più fatali e rimbalzano da un angolo all’altro della stanza. “Kukonmaz MMXVII” tenta di rasserenare i nostri sensi con le melodie e le armonie di un passato folkeggiante. Ma ben presto le chitarre tornano a dare profondità e mistero alla narrazione, facendoci cadere in una cripta di effetti distorti e riff metallici che guardano al doom ed al desert rock, dimenticando ogni interludio jazzistico iniziale, e che nella finale “Swans of St. Aarus” prendono il sopravvento su tutto il resto, lasciandoci sì sull’orlo del baratro, ma con la consapevolezza che la scelta adesso è solo nostra.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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