giovedì, Ottobre 22, 2026
Parco Paranoico

Illusion Of Time, Daniel Avery & Alessandro Cortini

La musica fluttua dentro e fuori di noi, mentre i synth rielaborano le nostre percezioni fisiche, trasformando in onde sonore le nostre sensazioni e il modo con il quale ci approcciamo al tempo ed allo spazio. La corposità e l’energia che le onde acustiche possono trasmetterci è evidente nel brano iniziale del disco, “Sun”, che irradia la sua potenza e la sua luminosità nelle nostre vite, evidenziandone tanto gli aspetti più positivi che quelli più negativi e lasciando poi alle armonie malinconiche della successiva “Illusion of Time” il compito di  sottolineare la relatività di queste nostre cognizioni, mentre la ripetitività accattivante di “CC Pad” ci rammenta che, in fondo, l’esistenza non è altro che un loop infinito delle medesime stagioni, un continuo finire per poi poter iniziare ancora e poi ancora ed ancora. Il tempo non esiste ci avrebbe ricordato Albert Einstein, anche se sa essere un’illusione estremamente tenace.

La mancanza di riferimenti assoluti, l’illusoria separazione tra passato, presente e futuro, l’impossibilità di fornire spiegazioni ai nostri quesiti esistenziali, si trasformano nelle pesanti e claustrofobiche atmosfere di “Inside The Ruins”; esse sembrano uscire direttamente da un film di fantascienza orrorifico e mescolarsi con le ambientazioni oniriche e spaziali di “At First Sight” che dissolvono tutte le false certezze ed i luoghi comuni che dominavano le nostre giornate. Gli accordi ripetitivi di “Enter Exit” si trasformano in una schiuma morbida che penetra in ogni angolo più recondito, in ogni crepa, in ogni lacerazione dello spazio-tempo, prima che l’elettronica più industriale ed incisiva di “Water” prenda il sopravvento della narrazione sonora e permetta all’ascoltatore di liberarsi, finalmente, dei paradigmi indiscutibili su cui si basano la nostra società, la nostra politica, la nostra economia, perché essi rappresentano, ormai, il limite che impedisce alle singole persone di evolvere, di migliorare, di dubitare e di conoscere.

Le nostre scelte, la nostra esistenza, ciò che definiamo il nostro tempo, non deve essere necessariamente inteso e vissuto come qualcosa di estremamente lineare ed unidirezionale. Le aperture cosmiche di “Illusion Of Time”, le sue scariche elettriche, le saturazioni dei synth, gli effetti sonori, i fruscii e le dilatazioni, i passaggi più sporchi e moribondi, quelli più diluiti e rarefatti, vanno tutti assaporati perché questo è l’unico modo di cui disponiamo per vincere le illusioni ed andare oltre quella che è, spesso, la grossolanità delle nostre convinzioni.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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