sabato, Giugno 25, 2022
Il Parco Paranoico

Canzoni di Rabbia, Paura, Sesso & Morte [30 anni]

“Inflammable Materials” degli Stiff Little Fingers, nel 1979, in piena epopea punk – new wave, fu il primo album pubblicato dalla Rough Trade”, un lavoro leggendario che aprì, finalmente, gli occhi dell’industria musicale e delle major, le quali si resero conto che esisteva un universo di band ed etichette indipendenti pronte ad invadere non solo l’Inghilterra in subbuglio, a causa della crisi economica, della disoccupazione dilagante e del sistematico smantellamento dello stato sociale, ma l’intero pianeta. L’indie-rock diventava, al di là del genere musicale di riferimento, una chiamata alle armi, grazie soprattutto ad un approccio radicale e “do it yourself”, eclettico e sperimentale, che, non solo avrebbe consentito a parecchi ragazzi di fondare le proprie band, superando i dotti e pedanti canoni tecnici ed espressivi del progressive-rock, ma avrebbe permesso anche alle ragazze, solitamente ai margini del rock, di esprimere, liberamente, le proprie idee e la propria creatività in un mondo che, alla fine degli anni Settanta, era profondamente maschilista, ipocrita e bigotto.

Solo un paio di anni più tardi, dall’altra parte dell’oceano, ad Olympia, nello stato di Washington, nasceva una fanzine, una pubblicazione cartacea indipendente ed auto-prodotta, il cui obiettivo era quello di scoprire e di far conoscere band ed artisti emergenti, soprattutto locali, permettendo, in pratica, al nuovo verbo indie-rock di coinvolgere un numero sempre maggiore di appassionati e di musicisti che erano ormai stanchi di tutto ciò che veniva proposto attraverso i tradizionali canali mediatici, televisivi e radiofonici mainstream. Ben presto questa fanzine, chiamata “Subterranean Pop”, avrebbe anche iniziato a diffondere, con le varie pubblicazioni, i propri accattivanti mix su cassetta, trasformandosi in una vera e propria etichetta discografica, che, nel 1987, avrebbe pubblicato, a nome “Sub Pop”, uno storico e fondamentale EP: “Screaming Life” dei Soundgarden, il quale, a sua volta, assieme a “Superfuzz Bigmuff” dei Mudhoney, pubblicato un anno dopo, avrebbe dato inizio a quella rivoluzione copernicana del rock americano denominata grunge.

Intanto un’altra leggendaria band americana proveniente da Los Angeles, i Bad Religion, nel 1980, aveva fondato la propria etichetta musicale, la “Epitaph Records”; inizialmente ciò venne fatto semplicemente per produrre i propri dischi, ma, successivamente, nel 1988, con la pubblicazione dell’omonimo album d’esordio delle L7, quella che era una minuscola realtà divenne la protagonista indiscussa, per tutti gli anni Novanta, dell’inatteso e del rinnovato interesse del pubblico verso sonorità di chiara matrice punk-rock ed hardcore. Alla Epitaph si debbono anche le ormai leggendarie compilation “Punk-O-Rama”, una sorta di antenato delle playlist tematiche proposte, oggi, da Spotify. Compilation figlie della mitica “More Songs About Anger, Fear, Sex & Death”, prodotta ed ideata dal chitarrista dei Bad Religion, Brett Gurewitz, accompagnata da un progetto grafico ispirato al dipinto ad olio su tela “Le Conseguenze Della Guerra” di Pieter Paul Rubens, che uscì, sul mercato americano, il primo Gennaio del 1992 e che, quindi, tra pochi giorni compirà 30 anni. Buon anniversario, dunque. 

Ovvio, quindi, che le varie major discografiche, dopo il punk revival degli anni Novanta, fiutata la possibilità di ottenere lauti guadagni, tentassero, in tutti i modi possibili, anche proponendo band poco credibili e progetti farlocchi e creati ad arte, di entrare in quello che, in fondo, dal loro punto di vista, era solamente un nuovo mercato da dover sfruttare e controllare, in maniera tale da massimizzare i propri profitti, senza alcuna considerazione e senza alcun rispetto per l’identità, il messaggio e la spiritualità di artisti che non volevano essere assolutamente iconizzati, schedati ed istituzionalizzati. Le band indie cercarono e trovarono, di conseguenza, una propria via di fuga verso altri mondi, verso altre realtà, verso altre sonorità e ovviamente verso altre etichette e forme espressive. L’apparente disgregazione e l’esodo incontrollato ed incontrollabile resero possibile e favorirono, anche grazie dalle nuove tecnologie e alla rete globale che si stava velocemente imponendo, abbattendo barriere e distanze, quelle preziose contaminazioni, trasversalità ed eterogeneità sonore che contraddistinguono, oramai, la musica moderna, andando ben al di là di quelli che possono essere considerati i confini naturali del punk, della new wave, del grunge o del rock più insofferente e rumoroso.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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