giovedì, Febbraio 12, 2026
Il Parco Paranoico

As The Tide Gets High And Low, The Blues Against Youth

Le periferie peggiori non sono solo quelle metropolitane, bensì quelle dell’anima, le quali, purtroppo, costringono le persone che vivono in queste condizioni a sprofondare nel dolore, nell’abbandono, nello sconforto e nella solitudine. Ed è da queste esistenze difficili e marginali che giunge la voce dei dimenticati e dei reietti, dei profeti e dei blasfemi, dei profughi e dei rifugiati, dei bardi e dei poeti: la voce sporca, minacciosa, inquieta, spigolosa ed oscura del blues più puro e primordiale.

Una musica che viene da dentro e che ha, ormai, superato i ristretti e limitanti confini geografici e temporali del Deep South Americano e delle sue enormi piantagioni di cotone, trasformandosi in quella che, più che in una semplice richiesta d’aiuto, è una impellente e dirompente domanda di ascolto da parte dell’intero Creato. C’è, infatti, un filo di sofferenza che proviene dal passato, che attraversa le diverse epoche storiche ed arriva fino ai giorni nostri, al nostro mondo sconvolto dalla pandemia, dilaniato da guerre e violenze di ogni tipo e terribilmente malato di inquinamento.

Un mondo che è sul punto di esplodere, mentre noi, i più fortunati, ce ne stiamo beatamente immersi nelle nostre esistenze virtuali, mediatiche e super-tecnologiche, vaneggiando di inclusione e di solidarietà, di giustizia e di sicurezza, di futuro e di lavoro, di destra e di sinistra, ma, in realtà, siamo avvinghiati con le unghie al nostro effimero benessere, ai nostri piaceri artificiali e a tutte le nostre costose comodità. Ma canzoni come “Refugee”, con la sua dolente e penetrante chitarra slide, stanno bussando da tempo alla nostra porta e prima o poi, se continueremo a fingere che sta andando tutto bene, la butteranno giù, lasciando che l’incendio bruci le nostre belle, diaboliche e rassicuranti casette, magari seguendo le ritmiche sensuali di “Goin’ To Chicago”, perché quando il fuoco minaccia te stesso e i tuoi affetti più cari, non puoi fare a meno di scappare e dirigerti altrove, fregandone di tutte le barriere, i muri o i confini che potresti trovare sulla tua strada. 

Il viaggio, di conseguenza, non è soltanto una indispensabile fase di crescita, di conoscenza e di maturazione, ma si intreccia intimamente al tema della salvezza, vibrando in maniera incalzante ed ipnotica verso le trame accattivanti di “Say Nothing”, verso quello che sarà l’ultimo rifugio della nostra anima. 

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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