martedì, Maggio 24, 2022
Il Parco Paranoico

As The Tide Gets High And Low, The Blues Against Youth

Le periferie peggiori non sono solo quelle metropolitane, bensì quelle dell’anima, le quali, purtroppo, costringono le persone che vivono in queste condizioni a sprofondare nel dolore, nell’abbandono, nello sconforto e nella solitudine. Ed è da queste esistenze difficili e marginali che giunge la voce dei dimenticati e dei reietti, dei profeti e dei blasfemi, dei profughi e dei rifugiati, dei bardi e dei poeti: la voce sporca, minacciosa, inquieta, spigolosa ed oscura del blues più puro e primordiale.

Una musica che viene da dentro e che ha, ormai, superato i ristretti e limitanti confini geografici e temporali del Deep South Americano e delle sue enormi piantagioni di cotone, trasformandosi in quella che, più che in una semplice richiesta d’aiuto, è una impellente e dirompente domanda di ascolto da parte dell’intero Creato. C’è, infatti, un filo di sofferenza che proviene dal passato, che attraversa le diverse epoche storiche ed arriva fino ai giorni nostri, al nostro mondo sconvolto dalla pandemia, dilaniato da guerre e violenze di ogni tipo e terribilmente malato di inquinamento.

Un mondo che è sul punto di esplodere, mentre noi, i più fortunati, ce ne stiamo beatamente immersi nelle nostre esistenze virtuali, mediatiche e super-tecnologiche, vaneggiando di inclusione e di solidarietà, di giustizia e di sicurezza, di futuro e di lavoro, di destra e di sinistra, ma, in realtà, siamo avvinghiati con le unghie al nostro effimero benessere, ai nostri piaceri artificiali e a tutte le nostre costose comodità. Ma canzoni come “Refugee”, con la sua dolente e penetrante chitarra slide, stanno bussando da tempo alla nostra porta e prima o poi, se continueremo a fingere che sta andando tutto bene, la butteranno giù, lasciando che l’incendio bruci le nostre belle, diaboliche e rassicuranti casette, magari seguendo le ritmiche sensuali di “Goin’ To Chicago”, perché quando il fuoco minaccia te stesso e i tuoi affetti più cari, non puoi fare a meno di scappare e dirigerti altrove, fregandone di tutte le barriere, i muri o i confini che potresti trovare sulla tua strada. 

Il viaggio, di conseguenza, non è soltanto una indispensabile fase di crescita, di conoscenza e di maturazione, ma si intreccia intimamente al tema della salvezza, vibrando in maniera incalzante ed ipnotica verso le trame accattivanti di “Say Nothing”, verso quello che sarà l’ultimo rifugio della nostra anima. 

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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