venerdì, Febbraio 13, 2026
Il Parco Paranoico

Eddie Munson. One Of Us. [Stranger Things vol. IV]

Il Male, spesso, si annida nel passato, in eventi apparentemente banali e trascurabili, che avremmo potuto e dovuto bloccare immediatamente, ma che, invece, presi dalle necessità materiali, dalle innumerevoli superficialità con le quali riempiano le nostre giornate, dalle nostre convenienze opportunistiche e dai nostri compromessi utilitaristici, preferiamo accettare e fingere di non riconoscere per quello che sono.

E questo che ciò che emerge, alla fine, dalla quarta stagione di “Stranger Things”. Vecna, per quanto sia terrificante, abietto e mostruoso, all’inizio, era, esattamente, come noi, era uno di noi. Poi cos’è successo? Perché si è trasformato in una creatura di puro odio e violenza? Perché il nostro mondo, come la cittadina di Hawkins, sembra, inevitabilmente, destinato a strisciare verso una dimensione oscura dominata dagli istinti più omicidi e vendicativi?

La nostra umanità, per quanto possa essere fragile, per quanto possa essere ammaccata, per quanto possa sentirsi umiliata o derisa, non vive dalla parte fantasiosa della storia, nei poteri psichici e soprannaturali di Undici, bensì è celata in quel miscuglio di paure irrazionali, di sentimenti inconfessati, di diversità fisiche e mentali, culturali e sociali, etniche e religiose, filosofiche e morali, che, invece, di essere accettate per quel che sono e interpretate come un punto di forza, vengono vissute come un limite, mettendoci sottosopra e sconvolgendo la nostra, apparentemente tranquilla, ma assolutamente marginale, esistenza. Ma, se resisteremo al Male e riusciremo ad integrarci e fare fronte comune, saranno proprio queste difficoltà a renderci migliori e permetterci di convivere, alla fine, gli uni accanto agli altri, non senza, però, pagarne un prezzo in termini di sofferenza, di solitudine e di straniamento.

Solo così, infatti, saremo in grado di imbracciare la nostra chitarra scura e scagliare, contro il perfido e annichilente UpsideDown, tutta la passione, l’energia e il coraggio che abbiamo accumulato dentro di noi, alla luce di una consapevolezza superiore, quella di essere diventati più forti, più decisi e più sicuri nell’esprimere le nostre emozioni al mondo esterno, a quel mondo che si trova al di là delle cuffiette dei nostri walkman, oltre il tabellone di gioco di “Dungeons And Dragons”, oltre le nostre comode e rassicuranti casette iper-tecnologiche.     

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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