martedì, Giugno 9, 2026
Il Parco Paranoico

This Is Not Sanremo

Mik Brigante Sanseverino Febbraio 10, 2024 Playlist Nessun commento su This Is Not Sanremo

La scala, i fiori, l’orchestra, la farsa luccicante e sfarzosa di un enorme carrozzone televisivo nazional-popolare, che si trasforma nella valvola di sfogo mediatica attraverso la quale detrattori e sostenitori, politicanti ed imbonitori, traballanti influencer ed odiatori seriali possono,  per qualche giorno, atteggiarsi a critici musicali, tagliare teste e, soprattutto, inondare i propri social di giudizi trancianti, di sentenze di colpevolezza, di atti di clemenza e di urla e grida virtuali di approvazione o di condanna, come se qualcuno di loro avesse davvero a cuore la sorte di queste povere canzoni.

Un unico interminabile ritornello, dunque, fondato sull’irrazionale e paranoico desiderio di infliggere punizioni e perdono, cancellando le preziose alternative delle vite parallele cantate da Battiato, un’esclusività, tossica e pericolosa, bellicosa e minacciosa, di cui ognuno – nell’anonimato del proprio salotto, nella ferocia della propria impotenza domestica – diventa l’insano portatore, convincendosi di essere il centro estetico dell’intero universo, punto di accumulazione di gusti e di sonorità rivoluzionarie, capaci di interpretare e di spiegare, alla massa narcotizzata di sciocchi e superficiali spettatori, l’essenza di quello che abbiamo ascoltato ieri, di quello che stiamo ascoltando oggi e di quello che, sicuramente (?), ascolteremo domani.

Una kermesse, quella dell’Ariston, che, invece, non è mai stata in grado – in tutta la sua storia – di tratteggiare alcun orizzonte musicale o artistico innovativo, ma che ha sempre cercato, nel nome dei suoi profitti, di rimanere nel solco, rassicurante e familiare, del proprio fasullo struggimento, delle proprie scenografie, del proprio buonismo politicamente corretto, delle proprie canzoni d’amore, mescolando, sapientemente, pop e trash, gossip e politica a buon mercato, folklore e tradizione, leggende e luoghi comuni, ed, infine, quel miscuglio di potere, di corruzione e di bugie, di cui – prendendo spunto dal secondo album dei New Order del 1983 – dobbiamo, necessariamente, prendere consapevolezza se vogliamo veramente lasciarci alle spalle le ombre ed i fantasmi darkeggianti dei Joy Division ed incamminarci verso le trame new-wave dei sintetizzatori, dei sequencer e delle drum machine.

Ma, negli anni, Sanremo è stato anche il palco sul quale si sono esibiti, come ospiti, artisti diversi, alcuni solamente per cavalcare le mode del momento, altri perché potevano davvero esprimere un’idea, un sentimento, un suono capace di risvegliare gli zombi di allora, come quelli di oggi, dal loro malefico e bellicoso torpore.

Buon ascolto, dunque, This Is Not Sanremo. 

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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