domenica, Ottobre 2, 2022
Il Parco Paranoico

How Do You Burn?, The Afghan Whigs

Mik Brigante Sanseverino Settembre 10, 2022 Dischi Nessun commento su How Do You Burn?, The Afghan Whigs

In un contesto, quello dei paesi occidentali, nel quale è stata imposta l’idea secondo cui la felicità è, esclusivamente, dipendente dalla realizzazione economica e dall’appagamento individuale, uniche certezze offerte da una società precaria e prona ad una pericolosa, violenta ed ipocrita retorica del potere, gli Afghan Whigs, con la loro preziosa tossicità sensoriale e sonora, riportano, al centro del discorso e del loro ultimo disco, la nostra fragile sfera emotiva.

“How Do You Burn?” arriva, infatti, come una leva capace di risollevare le sorti segnate dei nostri destini, donando un alone affascinante e motivante a ciò che gli schemi e i modelli sociali dominanti considererebbero del tutto inutile, inadeguato e fallimentare. “Domino And Jimmy” è l’inquietudine che si trasforma in salvezza, la capacità di convivere con i propri fantasmi mentali, con i loro sussurri e con quelle domande che continuano a echeggiare nelle nostre teste.

Siamo abbastanza sinceri? Riusciremo a sopravvivere all’ennesima giornata? Ed intanto ci rifugiamo nel morbido abbraccio notturno di “The Getaway”, lasciando che gli interrogativi di “I’ll Make You See God” travolgano tutte quelle costruzioni artificiali che ci impediscono di tornare alla nostra primordiale purezza, sanguigni e appassionati, come un rock degli anni Novanta: eclettico, radiofonico, urlante, nostalgico, familiare e soprattutto svincolato da ogni imposizione esterna e da quella miriade di informazioni tecnologiche che, oggi, depredano ed impoveriscono le nostre esistenze. Non abbiamo mai avuto il bisogno di vivere una assurda e menzognera vita parallela, è chiaro?

Ed intanto la voce cavernosa di Mark Lanegan ci rammenta quanto siamo vulnerabili e transitori, ma è proprio da queste verità, apparentemente banali, che dobbiamo ricostruire una versione alternativa delle nostre vite e quindi del mondo, mettendo da parte quegli alibi con cui il sistema neo-liberista vuol fornirci la giustificazione per non agire, per non darsi da fare, per voltarsi dall’altro lato e affidarsi a quegli ottusi e balordi politicanti che ci spingono, sempre più, in un labirinto di illusioni e di vittimismo, di paure e di futilità, di smarrimento e di ignoranza, nel quale, purtroppo, non resta che scavarci la fossa. Come dici? Vuoi sdraiarti qui? Proprio accanto a me? Dimmi, allora, o anima turbolenta e tenace, tu come stai bruciando?

La band americana è tagliente come la verità, le cui parole soffiano in un vento cupo ed alienante. Sta a noi decidere se ascoltarle o meno, se essere più o meno impegnati, se essere più o meno lassisti, se scegliere quella difficile, a volte dannosa positività, che Greg Dulli e compagni nascondono sotto le loro trame più lisergiche ed oscure, consapevoli del fatto che la stanchezza, l’abbattimento e il timore della solitudine influenzano ogni nostra scelta, mentre la società giudica, colpevolizza e punta il dito contro tutto ciò che non comprende, che non accetta, che non è conforme ai propri canoni.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.