domenica, Novembre 27, 2022
Il Parco Paranoico

Tomorrow Will Be Without Us, Black Mirrors

Mik Brigante Sanseverino Novembre 11, 2022 Dischi Nessun commento su Tomorrow Will Be Without Us, Black Mirrors

Una catastrofe ambientale dalle conseguenze drammatiche e disastrose, un fatale incidente atomico, una folle guerra nucleare, ovvero la fine della civiltà per come l’abbiamo vissuta e conosciuta. Nel mentre, però, continuiamo con i nostri piccoli e grandi conflitti locali, prendendo dalla terra, dal cielo e dal mare, più di quello che, in realtà, ci servirebbe e lasciando, comunque, che la maggioranza delle persone di questo mondo viva con poco o niente, deliberatamente ignorata da una minoranza apatica, politicamente corretta, snob e narcisista che rifiuta di conoscere la verità e preferisce la comoda, morbida e conveniente versione virtuale prodotta dai social.

In questo contesto economico, sociale e politico schizofrenico, i Black Mirrors tessono le trame delle loro sonorità psych, grunge e stoner rock, intrise di un blues energico e selvaggio e di orizzonti ampi ed incontaminati che guardano a quell’epoca di sogni e di illusioni che furono gli anni Novanta. A quei sogni che, purtroppo, si sono frantumati in mille pezzi, una volta che si sono scontrati contro il muro ostile del nostro egoismo e dei nostri peggiori istinti predatori, costringendo tutti coloro che si ostinavano a raccoglierne i pezzi a rifugiarsi nella dimensione pura ed ancestrale di “Ode To My Unborn Child”, una sorta di riserva nella quale accogliere le ultime tribù del rock psichedelico, acido e doorseggiante.

Intanto odi ed inni malinconici urlano tutto il loro disprezzo nei confronti di una società che, assuefatta dalle sue mode e dal suo consumismo tecnologico, è incapace di ascoltare la voce della natura, la voce con cui il Creato sta tentando di metterla in guardia e salvarla dal fuoco virale che sta divorando ogni foresta, ogni ghiacciaio, ogni mare, ogni montagna, ogni fiume, ogni risorsa, ogni coscienza, trasformando tutti noi in sventurati coyote in esilio. Creature che preferiscono uscire solo di notte, vagando in un deserto che è sempre più piccolo e ristretto, divorato dal cemento, dal ferro, dal vetro e dall’asfalto; creature alla disperata ricerca di una antica Luna verso la quale ululare tutta la loro rabbia, il loro dolore, la loro delusione nei confronti di una civiltà che sta chiudendo tutte le porte, imprigionando sé stessa e i suoi figli in un manicomio asettico che macella, a colpi di odio virtuale, tutti coloro che appaiono più fragili, più poveri, più deboli o più sensibili, mentre le bugie plasmano e modellano l’inutile orgoglio di coloro che pensano di avere il potere, di avere la forza, di avere il controllo.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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