venerdì, Marzo 1, 2024
Il Parco Paranoico

The Dark Side Of The Moon, Pink Floyd [50 Anni]

La prima immagine del lato oscuro della Luna venne scattata dalla navicella spaziale sovietica Luna3, era il 7 Ottobre del 1959, ma, per ascoltarne la voce, dovettero passare quasi quattordici anni, quando, il primo Marzo del 1973, i Pink Floyd donarono una coscienza sonora a quel satellite apparentemente bloccato di cui non possiamo mai vedere il lato opposto, il lato lontano, il lato buio, il quale si va così a sovrapporre al lato opposto, al lato lontano, al lato buio delle nostre coscienze.

Non importa se la foto inviata dallo spazio mostrava, in realtà, come la luce del Sole riuscisse ad arrivare, in egual misura, anche là. Ormai, nell’immaginario collettivo, esisteva un lato oscuro nel quale gli esseri umani potevano nascondere i propri affanni, le proprie manie, le proprie paranoie e tutto ciò che corrodeva le loro anime.

Il tempo, il denaro, il lavoro, la solitudine, la fragilità e la mortalità umana, le diseguaglianze sociali ed economiche, la salute mentale, concetti che Roger Waters trasformò in testi capaci di esorcizzare quelle ombre e quei fantasmi che possono, purtroppo, condurci al crollo catastrofico, privandoci della nostra umanità e spingendoci, sempre più, verso l’alienazione, perché, come continua ad echeggiare tra i versi di “Brain Damage”, quando la diga crolla prima del previsto, quando non c’è più posto per noi sulla collina, quando oscuri presagi prendono il possesso dei nostri pensieri, non possiamo fare altro che ritrovarci sul lato oscuro della Luna. Cruda consapevolezza di un inevitabile distacco, di un trauma profondo, ma anche preziosa speranza di incontrare, un giorno, coloro che abbiamo, per un motivo o per l’altro, perduto lungo il cammino.  

Intanto, musicalmente, i Pink Floyd hanno il pieno controllo di quella musica concreta e sperimentale che aveva caratterizzato le narrazioni successive alla luminosa alba del poeta-pifferaio: voci, rumori, effetti, synth, manipolazioni di nastri analogici, ogni cosa aveva raggiunto il giusto livello di maturazione. Era arrivato, finalmente, il momento, come si può sentire nell’incipit “Speak To Me”, di spiegare perché siamo matti, anche se (forse) non lo siamo davvero.

Intanto il coniglio di “Breathe”, emulando quello di Alice, continua a correre. Corre per raggiungere il Sole di “Time”, quello che sta, purtroppo, già tramontando, per rendersi conto, alla fine, di essere tornato, esattamente, al punto di partenza. La nostra unica salvezza, dunque, non è questa inutile e sterile competizione, ma è comprendere, come ci esorta a fare “Us And Them”, quello che è il potenziale degli altri, coltivando solidarietà e compassione, in modo da rispondere agli eventi più dolorosi, ai problemi, alle controversie in maniera positiva, piuttosto che con atteggiamenti scostanti e diffidenti, ostili e vendicativi. Aspetti che gli uomini, compresi gli stessi Pink Floyd, spesso dimenticano, finendo così a sprecare il loro prezioso tempo per denigrarsi, scontrarsi, odiarsi e, nei casi più estremi, ammazzarsi.    

Oggi “The Dark Side Of The Moon” compie 50 anni, ma non importa, perché le nostre scelte, i nostri compromessi, le nostre preoccupazioni, le nostre aspirazioni sono sempre le stesse. Tutto quello che pretendiamo, acquistiamo, vendiamo, prendiamo in prestito, barattiamo, rubiamo o elemosiniamo non è cambiato, è parte di un loop circolare di stagioni, identiche tra loro, scandite dallo stesso grasso Sole di “Atom Heart Mother”, un Sole luminoso, un Sole amorevole, un Sole buono, ma anche un Sole che può, improvvisamente, sdoppiarsi, come avviene in “The Final Cut”, nel suo fratello malevolo e mortale. Ma, qualsiasi cosa accada, sarà sempre un Sole che verrà eclissato, prima o poi, dalla Luna.  

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta". Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.