mercoledì, Febbraio 11, 2026
Il Parco Paranoico

Tracey Denim, Bar Italia

Mik Brigante Sanseverino Giugno 6, 2023 Dischi Nessun commento su Tracey Denim, Bar Italia

Smarrirsi in queste trame alternative-rock, apparentemente diluite e ben distanziate tra loro ed impreziosite dalle tonalità vocali di Nina Cristante, può essere pericoloso, in quanto quegli ammiccamenti melodici agli anni Ottanta e Novanta, alla loro essenza più indie, possono rivelarsi, in realtà, dei tentacoli in grado di catturare qualsiasi preda, qualsiasi ignaro e sprovveduto ascoltatore e trasportarlo laddove il tocco oscuro, enigmatico e nostalgico delle sonorità shoegaze e slowcore assume una consistenza nevrotica, nervosa, lisergica e dannatamente/deliziosamente assuefacente.

Una dolcezza che sotto, sotto nasconde un messaggio aspro, ruvido, maniacale ed incombente, mentre, intanto, dentro di noi, prendono forma i contorni di un mondo alternativo fatto di bagliori improvvisi, di ritmiche vivaci, di parole insofferenti, di notti che se ne fottono della nostra diurna e quotidiana dose di finzioni, di falsità, di inutile perfezionismo e di estenuante corsa verso quel baratro di obiettivi falliti, di acquisti inutili, di frasi di circostanza, di invidie taciute e di luoghi comuni che, alla fine, si trasformerà nel nostro cimitero.

Meglio, allora, sfoggiare le sonorità indolenti di “Tracey Denim”, meglio rifugiarsi nei propri amori non corrisposti, nella propria salutare inquietudine, nei propri silenzi, nei propri giri senza meta, nelle proprie divagazioni oniriche, tanto, alla fine, ci sarà sempre un bar aperto nel quale trovare il ristoro di un vecchio disco a cui affidare la propria abbagliante disperazione e, perché no, qualcuno, qualcuna, qualcosa a cui cantare i propri torti, le proprie omissioni, i propri incubi e tutto il proprio prezioso stupore.

Una dimensione parallela nella quale i contorni non sono nitidi, le distorsioni sono un elemento indispensabile, le strade sono oblique e darkeggianti e ogni panorama, ogni orizzonte, ogni paesaggio sfuma in quella che è la nostra fantasia, la nostra immaginazione soggettiva, lasciando che i nuovi e i vecchi ricordi, i nuovi e i vecchi deja-vu, i nuovi e i vecchi idoli ci forniscano la materia prima da plasmare, il sentiero sghembo e chitarroso da percorrere, le esperienze da vivere e condividere con il presente, con il futuro e con tutti quei passati, quelle voci, quelle persone che continuiamo a custodire dentro di noi.     

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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