giovedì, Febbraio 12, 2026
Il Parco Paranoico

Moonstone, Kæry Ann

Mik Brigante Sanseverino Gennaio 24, 2026 Dischi Nessun commento su Moonstone, Kæry Ann

Attraversiamo la perdita di continuo. Smarriamo sogni, affetti, promesse fatte a noi stessi e agli altri, ideali che credevamo incrollabili. Eppure continuiamo a camminare, spesso senza sapere bene perché, se non per una fedeltà istintiva alla nostra stessa natura: quella di esseri fragili, ma ostinati, capaci di avanzare anche quando tutto sembra sottrarci senso. Alcune perdite scavano un vuoto irreversibile, una fenditura che non può essere colmata. Ma quel vuoto può essere abitato, accudito, compreso. Può diventare spazio di ascolto. È in questo gesto di cura silenziosa che la musica – e più in generale ciò che nasce dal profondo, dai sentimenti, dalla creatività, dall’immaginazione – si rivela come una chiave di lettura essenziale, forse l’unica davvero sincera.

È questo lo scenario emotivo e spirituale in cui prendono forma le trame oscure di “Moonstone”, un disco che sembra muoversi sul confine instabile tra ciò che sussurra dentro di noi e il rumore assordante del mondo. Kæry Ann costruisce un universo sonoro che respira lentamente, in cui le sonorità più morbide, delicate, folk e lisergiche si intrecciano ad improvvise eruzioni ruvide, intense e veementi, aprendosi ad una dimensione stoner-rock dalle tinte fosche, crepuscolari, quasi rituali. La quiete e la tempesta convivono, si osservano, si sfidano, come se ogni brano fosse il racconto di una frattura interiore che cerca una propria forma.

L’artista italiana non si limita a raccontare sé stessa: apre il suo mondo interiore ad altri mondi. Non solo al nostro presente, segnato da follie collettive, divergenze insanabili, contrasti feroci e assurdità bellicose, ma anche a dimensioni ulteriori, laterali, parallele, invisibili. Sono luoghi che possiamo intuire e raggiungere soltanto grazie ad uno slancio sensoriale e percettivo profondo, quello stesso slancio che queste canzoni riescono a evocare e a sostenere. “Moonstone” assume così la consistenza di un sigillo rivelato, di una formula arcaica, di una parola iniziatica capace di aprire varchi che non sospettavamo nemmeno esistessero.

Kæry Ann, come un Virgilio contemporaneo, ci prende per mano e ci conduce negli abissi. Non lo fa per compiacersi dell’oscurità, ma per metterci alla prova, per interrogarci sulla nostra resistenza e sulla nostra umanità. La sua musica ci ricorda la fragilità costitutiva dell’essere umani, ma anche la capacità di non arrendersi davanti agli imprevisti, alle minacce, alle ingiustizie. In questo percorso iniziatico, i brani diventano racconti antichi e visionari, capaci di attraversare epoche e immaginari con una naturalezza sorprendente. Le canzoni sembrano muoversi tra le rovine fumanti di un mondo post-apocalittico e l’eco immortale dei miti classici, come se la fine e l’origine coincidessero. Le macerie non sono solo quelle di città devastate, ma anche quelle interiori: civiltà emotive crollate, linguaggi dimenticati, legami spezzati. Eppure, proprio in questo paesaggio di fine del mondo, riaffiora il bisogno del mito, del racconto fondativo, dell’amore come atto di sfida.

In questo abbraccio ideale tra futuro e passato, tra distopia e archetipo, emergono figure simboliche che parlano di attraversamenti impossibili e di fedeltà assolute. Come Ero e Leandro, separati da un mare ostile, ma uniti da una luce fragile e testarda, anche noi siamo chiamati a nuotare nell’oscurità, rischiando tutto per non rinunciare a ciò che ci rende vivi. “Moonstone” ci suggerisce che siamo insieme viandanti e relitti, superstiti e narratori: siamo Ero, siamo Leandro, siamo ciò che resta e ciò che verrà. Siamo il futuro e il passato che si guardano negli occhi. Siamo la redenzione e il peccato, la notte e la possibilità della salvezza. E nella musica di Kæry Ann, intensa e visionaria, troviamo non una risposta definitiva, ma una direzione: quella di continuare ad attraversare la perdita senza smettere di sentire, di immaginare, di amare.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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