mercoledì, Ottobre 14, 2026
Parco Paranoico

DegHerl, DegHerl

Mik Brigante Sanseverino Ottobre 2, 2026 Dischi Nessun commento su DegHerl, DegHerl

Sfumature notturne accompagnano le trame sonore dei bolognesi DegHerl, stanze musicali nelle quali visioni ed esperienze reali della vita quotidiana finiscono per confondersi: strade percorse senza una meta precisa, intimità nascoste, foglie secche, vecchie fotografie in bianco e nero, periferie urbane, petali caduti che diventano i segnalibri delle nostre esistenze. Vite apparentemente colme di impegni, recriminazioni, promesse e appuntamenti, ma che, sotto la superficie rassicurante dei gesti e dei comportamenti abituali, rivelano tutta la loro fragilità: profondamente solitarie, incomplete, marginali e mancanti.

È proprio dentro questo spazio vuoto che “DEGHERL” insinua, lentamente, le sue immagini riflessive e crepuscolari. Lo fa attraverso atmosfere darkwave che sembrano muoversi nella penombra, per poi sfociare spesso in divagazioni lisergiche, circolari ed inquiete, capaci di guardare alla new wave degli anni Ottanta, senza rimanerne prigioniere. Il passato diventa, piuttosto, una materia da attraversare e deformare, mescolando romanticismo ed urgenza espressiva, spiritualità e materia, desiderio e disillusione.

Sono canzoni in bilico tra generazioni differenti, sospese in una zona temporale incerta, quasi fossero state ritrovate in qualche vecchia foto e, contemporaneamente, registrate in un prossimo futuro. Oltrepassano così i propri riferimenti per parlare direttamente alle coscienze, accettandone le contraddizioni: errori e vergogne, sofferenze e foschia, caos e dolore. Non cercano, necessariamente, una soluzione, né fingono di possederla. Continuano, piuttosto, un’estenuante ricerca di quel fiore della passione che, forse, abbiamo lasciato appassire, o che si è definitivamente estinto, maciullato dall’incubo delle moderne artificialità. Artificialità che diventano lame taglienti, meccanismi capaci di fare a pezzi i sentimenti e di trasformare, progressivamente, le nostre relazioni in simulacri, lasciandoci circondati da presenze e, allo stesso tempo, terribilmente soli. È allora che non resta che scappare, cercare un varco, rifugiarsi altrove: nella dimensione teatrale, psichedelica, delicata e surreale di un dipinto.

Ed è, forse, proprio come un dipinto che “DEGHERL” trova la propria forma più autentica. Le alternanze tra voce maschile e femminile, i diversi idiomi, le tonalità ora più chiare, ora più scure, diventano pennellate che si sovrappongono sulla tela sonora della band. Figure che emergono per qualche istante e subito tornano nell’ombra, colori che sembrano dissolversi, mentre ancora li stiamo osservando. Rimane così una musica fatta di stanze, fotografie, corpi, periferie ed assenze. Una musica che non tenta di cancellare la foschia, ma decide di abitarla, lasciando che siano proprio le nostre mancanze a disegnare i contorni delle cose. Perché, a volte, è soltanto quando la luce si ritira che riusciamo, finalmente, a distinguere ciò che durante il giorno avevamo smesso di vedere.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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