martedì, Luglio 27, 2021
Il Parco Paranoico

Double Spectral Image, Luca Giuoco (feat. Paolo Messere)

L’Altro è un animale primordiale, tiene traccia di tutti i ricordi che sono andati perduti e di tutte quelle percezioni ritenute inaccettabili e disprezzabili dall’Io. L’Altro è inquietante e sinistro, ambiguo e sospetto, è un’ombra che diventa tanto più forte, quanto più rifiutiamo il nostro passato, i nostri errori, le nostre colpe, tutte le bramosie e le emozioni che consideriamo disdicevoli.

Egli è portato alla gelosia ed alla violenza, all’invidia ed alla vendetta, è un essere istintivo e selvaggio, un infante che non conosce le regole della società, le usanze sacre delle tradizioni, tutto ciò che per l’Io è conoscenza e consapevolezza: è un demone, ma è anche un bambino, un genio, una musa. Andrebbe conosciuto ed integrato, mai riversato sugli altri e sul mondo esterno, altrimenti i suoi effetti sarebbero sicuramente esplosivi, distruttivi, deleteri, malvagi, mortali, come accade quando il dottor Henry Jekyll decide di liberare Edward Hyde, il suo gemello più oscuro, o quando William Wilson decide di affrontare il suo incubo peggiore ed alla fine si ritrova, sanguinante e morente, dinanzi ad uno specchio e comprende che quel doppelganger era stato sempre dentro di sé, per tutto il tempo in cui aveva tentato di fuggire.

L’Altro diviene il protagonista delle riflessioni musicali di Luca Giuolo, delle divagazioni di matrice dark ed ambient di “Double Spectral Image” che diventano il mezzo di contrasto per esaminare ciò che di più brutale ed inquietante si nasconde nelle nostre anime. Il caos ed il rumore esterni vengono destrutturati, decomposti e sminuzzati, diventano un fluido rarefatto e crepuscolare di sonorità minimali ed elettroniche, che, sfruttando la situazione attuale, hanno gioco facile a penetrare laddove l’Altro custodisce tutto ciò che l’Io giudica anormale. 

Ma oggi il nostro concetto di normalità è cambiato, la pandemia ci ha costretto, spesso, a guardarci dentro, ad affrontare i nostri pensieri ricorrenti e le nostre preoccupazioni più irragionevoli, che, sovente, possono sfociare in azioni patologiche e mettere a repentaglio noi stessi e quelli che ci stanno attorno. Il lockdown, inoltre, ha fatto sì che, ogni singolo giorno, dovessimo rivedere il nostro stile di vita, reinventandoci e riadattandoci a nuove situazioni, aumentando, di conseguenza, i livelli di ansia e di stress, portando alcuni di noi, sempre più, verso l’isolamento e l’alienazione, convincendoli del fatto che essi fossero le migliori difese contro questo nemico esterno, implacabile, subdolo ed invisibile.

In questi territori dominati dal vuoto, dall’insoddisfazione, dalla paura e da questo enorme senso di abbandono, in questi deserti emotivi, che i dieci brani dell’album dipingono in modo efficace e sentito, è facile, per l’Altro, prendere il sopravvento, alterare la realtà, distorcere la stessa voce di Luca, nascondere la verità, presentarsi come l’unica vera soluzione ed intrappolare l’Io nelle proprie ossessioni, spingendo la ragione in un angolo, costringendola a vivere di incubi ed allucinazioni strumentali ed ipnotiche, prigioniera di un inganno sonico che essa stessa ha contribuito a creare.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.