lunedì, Giugno 17, 2024
Il Parco Paranoico

Poison Healing Poison Poison, Healthy God

Mik Brigante Sanseverino Aprile 23, 2024 Dischi Nessun commento su Poison Healing Poison Poison, Healthy God

Sola dosis venenum facit.

Possiamo, dunque, trasformarci nella cura; la cura per noi stessi, la cura per i nostri affetti più cari, la cura per coloro che ci stanno, semplicemente, attorno, oppure possiamo scegliere la strada della distruzione, la propria e quella altrui.

Un dualismo insito in ciascuno di noi, un dualismo che sfocia nelle nostre azioni, nelle nostre decisioni e nei nostri comportamenti, un dualismo che si manifesta, quotidianamente, nella tensione che Healthy God rende consistente, pulsante, fisicamente reale e musicalmente accattivante in queste sue sette nuove canzoni. Brani che sono in perfetto equilibrio tra ciò che salva e ciò che, invece, uccide, tra l’espiazione e la definitiva condanna, una condanna che non ammette alcuna redenzione o pentimento, ma che risuona assoluta, distaccata, gelida, indifferente e disinteressata in ciascuno di noi.  Impassibile rispetto tutto quello che ci portiamo dentro e che, in un modo o nell’altro, ci definisce: le lacrime e gli errori del passato, le ferite ancora aperte, i ricordi trascorsi, veri o presunti che fossero, le infatuazioni passeggere e, soprattutto, le passioni alle quali, spesso, durante le tempeste, ci siamo aggrappati.   

Possiamo tenercele strette e combattere, giorno per giorno, consapevoli di quello che siamo diventati, di quello che dovremmo essere, oppure possiamo lasciare che tutto decada in una vorace dimensione oscura, quella nella quale l’artista italiano costruisce le sue strutture sonore, romantiche e decadenti, a metà strada tra un club synth-wave degli anni Ottanta e Novanta e le tonalità nichiliste, cupe e drammatiche di un mondo che sembra aver rinunciato alla ragione e al sentimento, per sposare una cultura, perennemente ostile ed arrabbiata, basata solamente sul possesso, sul controllo, sulla menzogna, sul brutale e irrazionale istinto della guerra.

In questo bellicoso contesto, le chitarre ci rammentano cos’eravamo un tempo, ci rammentano l’umanità perduta, la capacità di soffrire per gli altri, il dolore dinanzi al veleno che inonda terre a noi così vicine, così prossime, mentre le ritmiche sintetiche delle batterie rappresentano un battito e poi un altro ancora ed un altro ancora. Perché, a volte, quando una nube tossica avvolge le nostre metropoli, allontana le persone, ne indebolisce i pensieri, ne deride le speranze, costringendole a fingere, ad obbedire e a mentire, allora solamente le voci, i rumori, le parole, le musiche potranno mostrarci il cammino per uscire dalla foschia e ricordarci che, là fuori, non siamo soli, ma ci sono tanti altri, al di là e al di qua di un palco, di un disco, di un muro, di un mare, esattamente come noi.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta". Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.