lunedì, 19 Aprile, 2021
Il Parco Paranoico

L’Uomo Meccanico, Earthset

Mik Brigante Sanseverino 26 Marzo, 2021 Dischi Nessun commento su L’Uomo Meccanico, Earthset

La tecnologia e il progresso scientifico, intesi come gli ultimi tentativi dell’essere umano di diventare il solo ed unico padrone del proprio destino, di sottomettere alla propria volontà le forze invisibili che permeano il mondo e scandiscono i ritmi della natura e di spingere la propria mano oltre il confine invalicabile che separa la vita e la morte, sono le porte da varcare per intraprendere questo interessante e suggestivo viaggio musicale e cinematografico alla ricerca dell’equilibrio perduto.

La creatura-uomo brama di trasformarsi nel creatore; aspira ad animare la materia inerme; tenta con l’elettronica e l’informatica, con la meccanica e la biomedica, con la chimica e la genetica, di riuscire laddove la religione, la filosofia o la psicologia si sono fermate. Non più una semplice informazione binaria, non più uno zero o un uno, non più un circuito aperto o chiuso, ma un’entità che diviene autonoma, che sceglie liberamente cosa essere, quali circuiti chiudere e quali aprire, come rispondere agli stimoli provenienti dall’esterno.

Un essere che acquisisce sempre maggiore consapevolezza di sé e del mondo circostante, il quale, a sua volta, non è più solamente la fonte primaria delle informazioni e dei dati da dover processare ed elaborare, in maniera passiva e predeterminata, ma diventa qualcosa che può influire e modificare gli schemi, gli algoritmi e le procedure logiche di riferimento, attraverso ciò che, normalmente, viene definito conoscenza o esperienza, sia essa di natura piacevole, dolorosa, inebriante o traumatica. 

La creatura diventata creatore non si accontenta più di contemplare la scatola chiusa, di accettare passivamente che il gatto è sia vivo, che morto, ma vuole creare essa stessa il gatto e metterlo nella scatola, in una sorta di esaltazione trasgressiva e voyeuristica che trascende il tempo e lo spazio e che gli Earthset rivisitano, riscrivono e rinnovano, fornendo energia e spessore sonoro alle mute immagini di “L’Uomo Meccanico”, film di fantascienza del 1921. Questo intreccio di sonorità psichedeliche, cinematiche e di oscura matrice noise e post-rock assume, quindi, una vita propria, crea legami emotivi con gli ascoltatori, si raccorda con quelle che sono le loro storie e vicende personali, muovendosi in un territorio pericoloso, attraente ed inesplorato che è quello della nostra coscienza, laddove sono custoditi i semi del Bene e del Male.

E ciò vale tanto per noi stessi, dinanzi ad un palco o dall’altra parte di uno schermo luminoso, quanto per la band bolognese, ma anche e soprattutto per gli automi meccanici raffigurati nel film. Quello buono e quello cattivo, versioni artificiali del dottor Jekyll e del signor Hyde, non sono altro che le anime, perennemente contrapposte, delle nostre coscienze; anime in continua lotta tra loro per il controllo definitivo e totale della nostra personalità e quindi di quelle che sono le nostre scelte e le nostre azioni. Ma, mentre la storia umana, anche nella sua odierna attualità, ha dimostrato più volte quanto sia importante trovare il giusto compromesso, cioè il necessario punto di equilibrio che consenta agli uomini sia di soddisfare i propri bisogni primordiali, che di non arrecare danni al prossimo e al mondo che ci nutre ed ospita, i robot del film, ancora acerbi, amplificano i difetti e le disfunzioni dei propri creatori umani e finiscono, di conseguenza, col distruggersi a vicenda. 

Fondamentali, per la nostra esistenza, sono, dunque, la comprensione dei nostri limiti e l’accettazione della nostra umana fragilità; solo così riusciremo a trovare il necessario equilibrio tra la luce ed il buio che vivono in ciascuno di noi.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra cui la raccolta virtuale, condivisa e liberamente accessibile "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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