mercoledì, Febbraio 11, 2026
Il Parco Paranoico

Cycles, In2Elements

Mik Brigante Sanseverino Aprile 19, 2020 Dischi Nessun commento su Cycles, In2Elements

Le sonorità strumentali di matrice post-rock della band polacca incorporano, al loro interno, passaggi rarefatti, ambient ed elettronici, che ci esortano a ritrovare la sintonia smarrita con quelle dinamiche che regolano l’esistenza di ogni creatura vivente: il susseguirsi del giorno e della notte; il battito cardiaco; il respiro; l’alternarsi del sonno e della veglia.

Questo equilibrio, oggi, è sempre più fragile, corrotto e compromesso. Le ambientazioni psichedeliche di “Cycles”, infatti, non sono quelle colorate e sgargianti di un sogno, bensì si trasformano nelle grigie sfumature e nelle tenebrose allucinazioni di un incubo, per mettere in evidenza l’effetto distruttivo che una società post-industriale e neo-liberista, basata solamente sul culto dell’immagine, sul controllo delle informazioni globali e sulla centralità dell’uomo rispetto ogni altra forma vivente, può avere sul pianeta che ci ospita e su ciascuno di noi.

Stiamo tornando indietro nel tempo, alterando i ritmi ed i cicli che regolano la vita e risvegliando mali antichi che credevamo di aver debellato per sempre: l’orologio del mondo si è fermato e presto potremmo esser costretti a rivalutare ogni nostro modello ed a ripartire da zero. Dal respiro, dal battito cardiaco, dai cicli della Terra, mentre le divagazioni sonore degli In2Elements si propagano dentro e fuori di noi, guardando sia all’infinità misteriosa dello spazio, che all’intimamente piccolo e nascosto delle nostre coscienze, perché, in fondo, essi sono parte di un tutt’uno. Intanto i riferimenti di “Cycles” si fanno sempre più cosmici e cinematografici, cercando di anestetizzare l’ascoltatore dalla cacofonia e dal frenetico rumore della nostra società, per rimettere al centro del discorso le sue percezioni e la sua sensibilità, in modo che egli possa, finalmente, liberarsi ed assaporare le ondulazioni acustiche eteree e suadenti, i loop esistenziali, le sovrapposizioni strumentali, le architetture evocative dei synth.

È questa la strada per riappropriarsi del proprio tempo e per tenere nuovamente il passo con quello dell’Universo, perché quello della “società civile” sembra giunto al suo definivo collasso, avendo fagocitato ogni suo ideale politico, ogni suo riferimento etico e filosofico, ogni sua strategia economica, ogni suo modello di giustizia, equità e solidarietà e persino ogni suo mito mediatico.

Il suo ciclo, dunque, deve ricominciare.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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