giovedì, Marzo 12, 2026
Il Parco Paranoico

Del Fuoco, Threestepstotheocean

Mik Brigante Sanseverino Ottobre 16, 2020 Dischi Nessun commento su Del Fuoco, Threestepstotheocean

Ogni cosa cambia, evolve, si trasforma; le sonorità di “Del Fuoco” si collocano in questo processo eterno, incastrate nella inalterabile e cupa macchina del cosmo, nella quale l’unica cosa certa è la fine. Una fine inesorabile che si rivela essere il nuovo inizio, il seme da cui nuovi fiori germoglieranno, in un ciclo infinito, al quale neppure il tempo riuscirà mai a sottrarsi. I Threestepstotheocean si muovono tra queste pieghe spazio-temporali, alternando, inizialmente, momenti e passaggi più inquieti, vigorosi ed appassionati ad altri più lenti, diluiti e meditativi, mentre le trame di matrice post-rock, psichedelica e metallica si intrecciano tra loro, rendendosi piacevolmente indistinguibili, così come può essere il flusso delle nostre giornate, di presente, futuro e passato, al cospetto delle forze misteriose che pervadono il Creato.

Forze primordiali fatte d’aria ed acqua, di terra e di fuoco, che si agitano, invisibili, attorno a noi, dentro di noi, in tutto quello che chiamiamo buio e luce, inizio e fine, caldo e freddo, spirito e materia. Intanto i toni si fanno più epici e fatali, soprattutto in “Profezie delle Rovine”, quando la band milanese dona forma musicale al nostro senso di smarrimento, alle nostre ansie quotidiane e ci lascia sprofondare nei meandri più selvaggi, più inesplorati e più bizzarri delle nostre coscienze, accompagnati dalle atmosfere oniriche e psych-rock di “Dispersi”.

Ogni cosa sembra rallentare, ogni ricordo sembra espandersi, per poi svanire all’improvviso, mentre le voci di fuori e quelle di dentro si confondono ed il nostro stesso cielo sembra rabbuiarsi ed oscurarsi in pieno giorno, così che la paura non sia più una semplice sensazione, ma assuma la sostanza concreta di qualcosa che ci impedisce di respirare, di pensare liberamente, di sentirci vivi e tutto sembra riavvolgersi all’indietro e riportarci a quel canto primordiale ai vivi, a quella preghiera strumentale, a quell’esortazione con cui era incominciato questo nostro viaggio sonoro. I vivi, i morti, perdersi, ritrovarsi, gli angeli, i diavoli, la nuda natura, i sogni faticosi, le leopardiane atmosfere de “Il Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie” che prendono forma, quasi come se “Del Fuoco” fosse l’ideale colonna sonora, prima che quel coro ultraterreno di trombe e tromboni esploda fragoroso nei nostri cuori e nelle nostre menti: “Cosa arcana e stupenda / oggi è la vita al pensier nostro, e tale / qual de’ vivi al pensiero / l’ignota morte appar”.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

Comments are closed.