domenica, Ottobre 2, 2022
Il Parco Paranoico

Nothing To Expect, Stella Diana

Mik Brigante Sanseverino Marzo 10, 2022 Dischi Nessun commento su Nothing To Expect, Stella Diana

Le architetture sonore degli Stella Diana sono amorevolmente oscure, in bilico sulla sottile e pericolosa cresta di un vulcano, il quale, come un antico e dimenticato dio, sembra dormire, mentre, in realtà, sta assorbendo tutte le ossessioni, le fobie, le assurdità e le contraddizioni del mondo globale di cui siamo parte e che, con i nostri comportamenti, spesso maniacali, violenti e superficiali, contribuiamo a rafforzare, rendendo sempre più tortuoso, morboso e claustrofobico il nostro futuro.

Tutto ciò si proietta, con accattivante e malinconica inquietudine, sui nove brani di “Nothing To Expect”, in un affascinante equilibrio di trame shoegaze, psichedeliche e dark-rock, le quali irrompono nelle nostre camere e nei nostri salotti virtuali, mettendoli a soqquadro e mostrandoci quanto siano solitarie, estranianti e finte le nostre esistenze. Si tratta di qualcosa, di un mondo intero, che sta finendo, distrutto dall’odio e dalla brama di potere che noi stessi, con le nostre scelte economiche, politiche e sociali, abbiamo generato. Ne siamo impauriti, in quanto ci rendiamo conto che tutte le sicurezze e le certezze, sulle quali avevamo costruito questi nostri modelli e schemi mentali, erano sbagliate, ma adesso non possiamo fare a meno di andare avanti, incamminandoci verso l’ignoto,’ mentre, intanto, le atmosfere sonore della band napoletana si fanno sempre più sinistre e palpitanti, intrise di riverberi notturni e di drammaticità cinematografica, ma anche di una cruda, salvifica e catartica consapevolezza.

Una consapevolezza che ci spinge ed esorta ad accettare ciò che abbiamo, a trovare appigli cui aggrapparsi per poter resistere e quindi ripartire. “Nothing To Expect” è una formula potente, che non esprime la resa incondizionata, ma, piuttosto, la volontà di utilizzare, al meglio, ciò che abbiamo attorno, ma anche, soprattutto, ciò che abbiamo dentro di noi. A volte sembra non esserci abbastanza luce intorno, a volte le ombre sembrano dilaniarci e spingerci verso il male assoluto, ma, per quanto possa fare freddo, internamente ed esternamente, abbiamo ancora la nostra voce, la quale, come una preziosa e calorosa scintilla, appare nelle cupe stanze di “In Abeyance”, tra le sue sonorità minimali, crepuscolari e rarefatte, soprapponendosi, magicamente, alla luna di “A New Hope”, per la quale nessuna distanza è tale da impedirle di incrociare il nostro sguardo, di ascoltare i nostri sussurri o di sintonizzarsi con il silenzio che accompagna i nostri sentimenti ed i nostri pensieri. Imparare ad essere come quella luna e non dimenticare la propria voce e quindi la propria umanità, ecco cosa servirebbe per rendere questo mondo, soprattutto osservando cosa sta accadendo oggi, un luogo più sicuro, più giusto e più pacifico.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.