domenica, Ottobre 2, 2022
Il Parco Paranoico

Gnosis, Russian Circles

Mik Brigante Sanseverino Agosto 31, 2022 Dischi Nessun commento su Gnosis, Russian Circles

“Gnosis” trasporta le sonorità strumentali dei Russian Circles, intrise, come sempre, fino al midollo, di atmosfere post-rock e appassionate cavalcate metalliche, verso quegli estranianti, ma assolutamente accattivanti, paesaggi gotici che sembrano uscire dalle pagine di Edgar Allan Poe e attaccarsi alle nostre anime sempre più inquiete e smarrite, incapaci sia di proiettarsi verso un più roseo e sostenibile futuro, sia di ritornare ai rassicuranti ed ingenui appigli del passato, ma obbligate a rivivere, continuamente, un presente di paura e di sconfitta, scandito da una crisi dopo l’altra, con la consapevolezza che il mondo, ad ogni giro, diventa, inevitabilmente, un luogo peggiore.

Ed anche la nostra fantasia e la nostra immaginazione sono impossibilitate ad agire, obbligate a percorrere le prevedibili e pre-determinate traiettorie virtuali, costruite ad arte da algoritmi disumani che riducono ogni nostra scelta, ogni nostra azione, ogni nostra interazione fisica o emotiva ad un bilancio di costi e di ricavi, di perdite e di guadagni, che non ha nulla a che vedere con i riff sismici, possenti e cavernosi che la band americana mette nero su bianco in questo nuovo disco, tentando di risvegliare abbaglianti lampi di creatività, di interesse, di impegno, di complicità che esistono in ciascuno di noi.

Melodie che sanno essere veementi, ma anche catartiche, e che, come uno specchio sonoro, riflettono le ansie e gli orrori della nostra quotidianità, tentando, attraverso le proprie energiche vibrazioni, di risvegliare, dal torpore venefico nel quale sono caduti, quei corpi e quelle menti che, per troppo tempo, hanno lasciato che altri pensassero, percepissero ed agissero al loro posto. Se, però, vogliamo ancora salvarci, dobbiamo comprendere che il tempo dell’indifferenza e della de-responsabilizzazione è finito da un pezzo e “Gnosis”, con le sue nuove alchimie armoniche, è qui a testimoniarcelo; anche attraverso i suoi passaggi più diretti e più rabbiosi, momenti di crudo rumore che conducono gli ascoltatori nell’occhio calmo di un uragano, mentre, al di fuori di esso, una tempesta violenta sta distruggendo tutto quel che incontra sul proprio cammino. Poi, all’improvviso, giungerà la conclusiva “Bloom”, con i suoi bilanci di perdite e di dolore, ma, allo stesso tempo, con la certezza che non esistono più vincoli esterni a trattenerci e possiamo utilizzare l’apparente desolazione del nostro mondo come un’ultima occasione per riunirsi, per venirsi incontro e per iniziare una nuova narrazione politica, sociale, economica ed ambientale. Altrimenti, lo stagno nero che ha già inghiottito la celebre casa Usher, con tutte le sue ricchezze e le sue stravaganze, inghiottirà anche noi, le nostre case, le nostre futilità materiali, le nostre piccole e brevi esistenze.

Like this Article? Share it!

About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

Comments are closed.