Un riuscito amalgama di sentimenti e di shoegaze, i Leaving Venice attraversano questi tempi liquidi con la grazia inquieta di chi ha imparato a camminare sulle ferite. Non si limitano a osservare il mondo: gli passano attraverso, lo filtrano, lo [...]
“Comfort In The Silence” è un invito lento e ostinato a scendere sotto la superficie apparente delle cose, a smontare gli alibi che ci costruiamo, ogni giorno, per non guardarci davvero dentro. Non offre scorciatoie semplici, né consolazioni facili. Al [...]
C’è qualcosa di drammatico nelle primavere raccontate da “Silent Search Of Spring”. Sembrano quasi stagioni che non sbocciano davvero, ma che restano promesse sospese, illusioni di rinascita che si incrinano prima ancora di compiersi. Primavere che confondono, primavere che suonano [...]
Non più al riparo di un guscio ovattato, non più rannicchiate negli angoli rassicuranti della notte. Queste canzoni escono allo scoperto, liberano le trame ipnotiche e i riverberi shoegaze che sembravano proteggerle come un manto stellato, e si espongono alla [...]
C’è una torre, invisibile, ma presente. Una torre che non ha mura riconoscibili, eppure domina tutto. È da lì che il Re Rosso governa il mondo: da un luogo fatto di ombre, di sabbia che entra nei polmoni, di silenzi [...]
Estetiche solari e crepuscolari convivono come due universi in lenta collisione, mentre le trame alternative-folk degli Index For Working Musik smettono presto di appartenere alla terra e cominciano ad evadere verso una dimensione altra, eterea, onirica e sperimentale. È un [...]
Il ritorno al silenzio. Alla madre. Alla terra. A quel buio primordiale da cui tutto ha inizio e a cui, prima o poi, tutto desidera tornare. “Light Dust” nasce come un respiro trattenuto e poi rilasciato, un sussurro che segue [...]
Una visione rubata alla foschia, una parola sottratta al fragore delle chitarre, un sentimento strappato al silenzio dell’assenza. “Zebra” nasce così, come un frammento salvato dal rumore di fondo di un tempo scontroso, nervoso, un tempo in cui il chiasso [...]
László Krasznahorkai porta negli occhi la dolcezza dell’amarezza, quello sguardo che conosce il peso del crollo, della follia, dell’ingiustizia, ma che non smette mai di scorgere, nelle crepe della devastazione, una scintilla ostinata di bellezza. È lo sguardo di chi [...]
Fotografie sonore: l’unico lascito di un tempo frenetico che spinge ogni cosa giù, in profondità, sotto i pesi insopportabili della vergogna, del peccato, del rimorso. “This Joyful Nostalgia” nasce da queste stesse correnti sotterranee, da onde che si urtano e [...]