lunedì, Febbraio 26, 2024
Il Parco Paranoico

Stereo Mind Game, Daughter

Mik Brigante Sanseverino Aprile 18, 2023 Dischi Nessun commento su Stereo Mind Game, Daughter

Il crudo romanticismo della band irlandese fluttua, come un antico fantasma, sugli sfuggenti e caotici tempi moderni, contrastando, con le sue visioni sognanti, lisergiche e folkeggianti, le sterili ricostruzioni artificiali, assuefacenti e narcotizzanti prodotte, in serie, da algoritmi che diventano sempre più sofisticati e più intelligenti, oltre che sempre più bramosi di insinuarsi – come se fossero micidiali ed invisibili virus – nelle nostre vite e condizionare, di conseguenza, i nostri comportamenti e le nostre scelte, rendendole qualcosa di utile, prevedibile e calcolabile. 

Ogni aspetto delle nostre esistenze è, infatti, a rischio ed anche la sfera dei rapporti affettivi più intimi e personali, che in passato consideravamo come qualcosa di rigorosamente privato, è diventata estremamente fragile, in quanto, se da un lato, la tecnologia ci mette a disposizione strumenti che ci consentono di ridurre le distanze e ci permettono, quindi, di mantenerci, quotidianamente, in contatto, dall’altro lato, essa ci getta, letteralmente, addosso una mole enorme di dati, di teorie, di postulati, di conclusioni, di prospettive, di informazioni che, spesso, sono del tutto fallaci e forvianti ed hanno, unicamente, lo scopo di amplificare quelli che sono i nostri dubbi, le nostre paure e le nostre frustrazioni, rendendoci, di conseguenza, più insicuri e facilmente controllabili e manipolabili. Sempre la stessa vecchia storia, dunque, combattuta con armi subdole ed attraenti che mettono a repentaglio la nostra stessa libertà emotiva.

Le trame suadenti delle chitarre e le ritmiche sensuali ed avvolgenti dei Daughter si trasformano in un momento di condivisione che non ha più bisogno di uno stupefacente background digitale per farci sentire – sentimentalmente e spiritualmente – vicini e per costruire una memoria comune, ovvero un prezioso e salvifico archivio di sensazioni, di percezioni, di emozioni, di fatti e di ricordi ai quali possiamo accedere ogni volta che ci sentiamo soli, turbati, addolorati, lontani. Ciò che la band ci offre, però, non è una banale ed inutile fuga sonora dalla realtà, ma un linguaggio sensoriale che non ha più bisogno di riconoscimenti materiali o di conformarsi agli schemi sociali ritenuti vincenti su larga scala.

Un linguaggio che non si piega e non si uniforma alle ristrettive mode del momento o a quelli che sono imposti come i modelli economici e politici di riferimento, ma tenta di mettere in comunicazione le nostre coscienze e i nostri veri bisogni, attraverso lo scorrere suadente e melodicamente accattivante di queste trame di matrice dream-pop e trip-hop che non temono l’oscurità, il silenzio, il senso di vuoto e tutte quelle negatività che restano, perennemente, nell’ombra, in agguato dentro di noi, attendendo il momento propizio per rivelarsi e distruggere tutto quello che di positivo abbiamo realizzato, in particolare quei rapporti d’affetto, d’amicizia e d’amore, che ci fanno sentire unici, speciali, umani.

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta". Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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