lunedì, Ottobre 12, 2026
Parco Paranoico

(My)Rage, Mylla Issues

Mik Brigante Sanseverino Settembre 10, 2026 Dischi Nessun commento su (My)Rage, Mylla Issues

“My(Rage)” è un album pervaso da atmosfere cinematografiche ed esoteriche, un richiamo costante al mondo dietro lo specchio, a quelle creature che sembrano osservarci, da sempre, dall’altro lato del velo: talvolta con noncuranza, altre volte con sinistra attenzione. Eppure, mentre attendiamo che qualcosa emerga dall’oscurità, scopriamo che non c’è alcun bisogno di interventi magici o soprannaturali perché l’orrore prenda forma. Siamo perfettamente capaci di generarlo da soli, trasformandoci in diabolici carnefici, in assassini senza scrupoli, in distruttori di città, in genocidi, in esseri incapaci di riconoscere qualsiasi forma di umanità e di bellezza.

Intanto, le trame elettroniche di “My(Rage)” si perdono nelle visioni nostalgiche degli anni Ottanta, dentro un passato che, osservato da questo torbido e bellicoso presente, ci appare, paradossalmente, più vivo, intenso, sensuale e seducente. Le continue evocazioni darkwave alimentano così un immaginario orrorifico nel quale vampiri, streghe e creature della letteratura gotica si palesano, improvvisamente, davanti ai nostri occhi. È come se Mylla Issues fosse una Mary Shelley dei tempi moderni e ciò che un tempo prendeva vita attraverso carta e inchiostro avesse assunto, oggi, la forma di ritmiche incalzanti, di bassi sincopati, di pulsazioni elettroniche e di un’attitudine dark capace di inquietare e, nello stesso istante, di spingerci ad emozionarci. E dunque a vivere.

Le singole canzoni crescono, allora, come bolle oniriche, piccoli sogni che si dilatano, si rompono e finiscono per confondersi gli uni negli altri, componendo un unico, oscuro dancefloor. Uno spazio che può materializzarsi nella penombra di un locale oppure, semplicemente, tra le pareti delle nostre stanze. Perché, forse, è proprio questo il modo più positivo e costruttivo di esorcizzare la rabbia evocata dal titolo del disco: attraversarla, danzarla, trasformarla in una forza capace di ribaltare regole e divieti, norme e convenzioni.

Una rabbia che diventa tanto più necessaria quanto più la società intorno a noi appare intollerante, impaurita, crudele e morbosamente attratta dal controllo; una società che tenta di imporre alle persone comuni la propria idea di normalità e sembra voler spingere indietro le lancette dell’orologio, verso un’epoca senza diritti civili, verso processi sommari e nuove cacce alle streghe. Verso un tempo dominato dall’irrazionalità, nel quale tutto ciò che sfuggiva alla comprensione doveva, necessariamente, essere malvagio, abietto, nocivo.

Ed è qui che l’immaginario horror di My(Rage) finisce per rovesciarsi. I vampiri, le streghe, i fantasmi e le creature nascoste dietro lo specchio smettono quasi di farci paura, perché il vero orrore abita dalla nostra parte. Questa musica assume, quindi, un significato ulteriore: diventa spazio di espressione civile, voce delle correnti sotterranee che continuano a opporsi a una visione drammaticamente ostile della vita. E la rabbia, anziché consumarci, può diventare movimento, corpo, desiderio, passione. Può diventare musica.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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