lunedì, Ottobre 18, 2021
Il Parco Paranoico

A Thousand Dreams That Would Awake Me, Cindy Doe

La pelle nera; le ore che si susseguono spasmodiche dopo il tramonto; la necessità di assalire, scomporre e ridurre in polvere le certezze e gli assiomi sui quali fondiamo la nostra presunta normalità; sonorità che sono il frutto di un approccio tossico, malato, crudo e brutale al pop più convenzionale, radiofonico e massificante; un legame elettrizzante e distorto con le atmosfere dissonanti, ipnotiche e minimali che erano proprie dei Velvet Underground, di un mondo che non è mai passato, non è mai finito, né finirà mai, perché esso continuerà a vivere e respirare in ogni zona d’ombra; in ogni periferia; ai margini di ogni sistema di potere politico, commerciale e finanziario; nel sottosuolo; lungo bordi; lungo i confini; ovunque la forza ancestrale dei sogni riuscirà a ridestare le persone dal malefico torpore che impedisce loro di essere davvero vive.

Un torpore che ha il sapore amaro della solitudine e dell’alienazione, quello dolciastro della dipendenza fisica e mentale da un sistema d’apparenza, sadomasochismo, salvezza e redenzione che finisce per svilire gli esseri umani, riducendoli in schiavitù e togliendo loro ogni fantasia, ogni passione, ogni liberatorio urlo di godimento e piacere.

Tutto ciò si concentra nelle atmosfere sporche e vibranti di Cindy Doe, nelle trame lo-fi e shoegaze di queste otto canzoni, nel loro ruggito chitarroso, nelle voci che ci accompagnano durante l’ascolto, nelle improvvise escursioni melodiche, nella necessità di conoscere sé stessi e valicare quelli che sono i confini emotivi e psichici individuali, in maniera tale da poter vedere, finalmente, cosa c’è dietro gli specchi di questo labirinto che definiamo realtà; quanto profondo possa essere il buio; quanta bellezza possa nascondersi nei suoi spaventosi meandri; quanta armonia possa esserci nel caos, nel disordine, nel rumore, nell’entusiasmante percorso sonoro dei Sonic Youth. Un progetto, dunque, che mira ad accrescere la consapevolezza di quello che abbiamo attorno, che vuole aprirci gli occhi, le orecchie, la mente, il cuore, abbattendo tutti i tabù e i preconcetti che ci ostacolano, mortificano ed avviliscono.         

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About The Author

Michele Sanseverino, poeta, scrittore ed ingegnere elettronico. Ha pubblicato la raccolta di favole del tempo andato "Ummagumma" e diverse raccolte di poesie, tra le quali le raccolte virtuali, condivise e liberamente accessibili "Per Dopo la Tempesta" e "Frammenti di Tempesta" (www.checkpointcharlie.com). Ideatore della webzine di approfondimento musicale "Paranoid Park" (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine musicale "IndieForBunnies" (www.indieforbunnies.com).

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