giovedì, Ottobre 22, 2026
Parco Paranoico

Container, The Wants

Mik Brigante Sanseverino Maggio 4, 2020 Dischi Nessun commento su Container, The Wants

The Wants, direttamente da Brooklyn, prendono spunto da paesaggi metropolitani e da un senso incombente ed asfissiante di paura, per scolpire, in un cielo grigio e carico di nubi, il proprio debutto discografico: “Container”. Un album che guarda sia alle dinamiche basso-batteria ed alle taglienti e sferzanti chitarre del post-punk, che ad un’elettronica tenebrosa, cupa e ballabile, per dare origine e sviluppare un suono nuovo, svincolato da quelle che possono essere state le sue influenze, i suoi presupposti ed i suoi legami con le esperienze personali dei suoi autori.

Il nemico è invisibile, si nutre dei nostri bisogni, ruba i nostri sogni, ci affossa nelle sue menzogne e gode nel tenerci, perennemente, divisi, in bilico, mentre affrontiamo le ricadute delle sue decisioni politiche ed economiche sulla nostra quotidianità. Tutto ciò contribuisce a dare al disco, grazie anche ai suoi momenti puramente strumentali ed alla stretta connessione che i Wants riescono a creare col mondo delle pellicole cinematografiche di genere orrorifico, oscuro e psicologico, un sapore claustrofobico e tormentato.

Le canzoni, nel loro complesso, suonano come un’esortazione a tenere gli occhi della mente aperti, nonostante la cacofonia che ci circonda, disturba, schiaccia ed invade, tentando di trasformala in energia positiva in grado di opporsi alle massicce dosi di nervosismo e tensione in cui, spesso, sprofondano le nostre giornate. Siamo in pericolo, ma non possiamo rifiutarci di toccare con mano quello che ci sta attorno, tentare di farlo a pezzi, smontarlo, comprenderne il funzionamento, percepirne l’essenza, plasmarlo in una nuova forma, arricchirlo di nuovi spunti e nuovi contenuti, perché questo è l’unico modo che abbiamo per uscirne vittoriosi, mentre il miscuglio omogeneo e compatto di suoni sintetizzati, spigolosi e minimali trascende le pareti di metallo del container in cui è stato generato e carica l’aria di elettricità e consapevolezza, avvolgendoci col suo ipnotico, decadente e vibrante romanticismo.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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