lunedì, Ottobre 12, 2026
Parco Paranoico

It Has Become Clear To Me That All Those Who Seek, Violet Oscillation

Suoni stratificati e distorti. Chitarre abrasive che invadono lo spazio, lo saturano, inceppano, per qualche istante, i meccanismi quotidiani della produzione e del consumo, alterando, continuamente, la percezione di ciò che ci circonda. Non esiste più un primo piano, non esiste più uno sfondo: tutto precipita dentro la stessa vertigine sonora.

Le trame shoegaze di Violet Oscillation sovraccaricano le coscienze fino a renderle permeabili. Le melodie affiorano dalla distorsione come forme intraviste attraverso un vetro appannato, sembrano sul punto di mostrarsi e subito vengono nuovamente sommerse, inglobate in una visione riverberata della realtà. Il sogno, allora, smette di essere evasione e acquista una consistenza fisica, quasi corporea: qualcosa che avvolge, preme sulla pelle, modifica le distanze. Gli strati di voci e pensieri, sussurri e rumori, memoria e desiderio si confondono. Le parole perdono progressivamente i propri contorni, si sgretolano dentro i feedback, rinunciano alla necessità di significare una cosa soltanto e costruiscono nuove, provvisorie architetture grammaticali. È come se il linguaggio stesso venisse sottoposto alla distorsione delle chitarre: deformato, dilatato, liberato dalle sue ossessioni verbali.

E proprio da questa perdita di definizione nasce una possibilità. Le parole si proiettano verso un futuro ancora indistinto, capace di disorientare e di interrogare, mentre la verità rimane nascosta da qualche parte nella foschia elettrica. Non sappiamo se esista davvero, né quale forma essa possa assumere. Rimane laggiù, oltre il muro del suono, in attesa che qualcuno abbia il coraggio di attraversarlo, raggiungerla, toccarla con mano e trasformarla nel nuovo vocabolario comunicativo delle nostre esistenze.

Perché le sperimentazioni sonore di Violet Oscillation non sono shoegaze perché abbondano di distorsioni, riverberi, echi e chitarre sommerse. Lo sono per una ragione più profonda: perché attraversano le ombre e i fantasmi del passato — più o meno amorevoli, più o meno dolorosi, più o meno nostalgici — senza trasformarli in un rifugio. Li trascinano con sé per guardare altrove. Verso un avvenire autentico e libero.

Un’epoca, forse soltanto immaginata, nella quale le idee non debbano più avere paura dei giudizi; nella quale uno sguardo possa, finalmente, essere una risposta sufficiente, nel silenzio oppure nel rumore; nella quale non sia necessario spiegare, giustificare, catalogare ogni gesto. Una realtà in cui ogni frammento delle nostre vite non debba essere necessariamente motivato, impegnato, parametrizzato. Misurato. E soprattutto trasformato in qualcosa da vendere.

Perché abbiamo progressivamente costruito un mondo nel quale persino il tempo, l’attenzione, i desideri, le relazioni e le identità sembrano destinati a diventare merce di scambio: un servizio, un costo, una transazione, un dato da analizzare, un bilancio permanente di margini, entrate e uscite dal quale, ormai, appare evidente, non abbiamo più scampo. È forse proprio qui che lo shoegaze dei Violet Oscillation trova la propria dimensione più radicale.

Nel rumore che impedisce di calcolare. Nella distorsione che rende impossibile misurare. Nella melodia che continua a esistere anche quando non riusciamo più a distinguerne perfettamente i contorni. E in quella foschia elettrica che, anziché nascondere il mondo, potrebbe essere l’ultimo spazio rimasto nel quale immaginarne uno diverso.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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