lunedì, Ottobre 12, 2026
Parco Paranoico

Swallowtail, She’s Green

Mik Brigante Sanseverino Settembre 9, 2026 Dischi Nessun commento su Swallowtail, She’s Green

Non importa quanto sia fitto il buio nel quale vi siete smarriti, perché la luce verde degli She’s Green riuscirà comunque a trovarvi, ad ingannare le ombre che spezzano i vostri respiri notturni e a mettere a fuoco quei dettagli che avevate smesso di cercare, convinti che fossero solamente frutto della vostra immaginazione: i titoli di coda di una storia che, forse, non era mai nemmeno iniziata.

E invece qualcosa resta.

Perché tutto quello che ascoltiamo non si perde nello spazio vuoto, ma finisce per attaccarsi a ciò che siamo davvero, ai nostri bisogni necessari, ai nostri indispensabili sogni, ai motivi per i quali continuiamo a custodire un oggetto apparentemente insignificante, un libro dalle pagine consumate, una promessa mai mantenuta, un’immagine che, per quanto tempo passi, non accenna né a ingiallire, né a invecchiare. Intanto, attorno a noi, i riverberi assumono una consistenza fisica. Le chitarre si spogliano di ogni fronzolo, il basso placa le frenesie superficiali di un cuore che continua a correre dietro ai propri riflessi e le melodie aprono, finalmente, una casa nella quale la tristezza non è una colpa, il mare non è una fuga estiva, i silenzi non sono mai scomodi e la verità non viene più ridotta a un pretesto, a un’opportunità o, peggio ancora, trasformata in un paradosso o in una pericolosa ossessione.

Qui la verità può essere tranquillamente accettata e vissuta. Può essere uno spazio immenso o una linea sottile, una distorsione, un’eco, una dolce melodia. Può cambiare forma senza che qualcuno senta, continuamente, il bisogno di imbrigliarla, definirla, catalogarla. Ed è probabilmente proprio qui che “Swallowtail” trova la propria forza. Perché sarebbe fin troppo semplice trasformare ogni passaggio del disco in un rimando al passato, ogni riverbero in un paragone, ogni chitarra sospesa in una litania plastica di nomi illustri: Slowdive, Cocteau Twins e tutti gli altri fantasmi che, inevitabilmente, continuano ad abitare certe stanze dello shoegaze. Sono presenze reali, certo. Sarebbe inutile negarlo. Ma sono soprattutto coordinate emotive, tracce lasciate sulla strada, luci lontane che permettono agli She’s Green di capire da dove provengono, senza obbligarli a tornare, continuamente, indietro.

Perché “Swallowtail” non è un disco che vive di nostalgia. Suona, respira, possiede delle storie. Non corre dietro a qualcuno e non fugge, ostinatamente, da qualcun altro. Si prende semplicemente il proprio tempo, lasciando che siano le emozioni ad amplificarsi, insieme ai ricordi e alle musiche che, in qualche momento della nostra vita, ci hanno fatto stare meglio. Lo shoegaze del passato rimane, allora, una specie di filo sotterraneo: lega ciò che eravamo a ciò che potremmo ancora diventare, ma non pretende di raccontare, nuovamente, la stessa storia. Gli She’s Green prendono quel filo, lo tirano fuori dalla memoria e lo portano altrove, dentro inquietudini, desideri e fragilità che appartengono solo e solamente al nostro presente.

Ed è per questo che “Swallowtail” non chiede di essere ascoltato per riconoscere qualcosa che abbiamo già amato. Chiede di essere ascoltato per scoprire qualcosa che non conosciamo ancora. Una storia nuova. Una nuova visione. Una nuova canzone. E, questa volta, i titoli di coda possono aspettare.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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