lunedì, Ottobre 12, 2026
Parco Paranoico

Almost Too Late To Be Here, Coleen

Mik Brigante Sanseverino Settembre 10, 2026 Dischi Nessun commento su Almost Too Late To Be Here, Coleen

Un mondo di sfumature folk-rock, uno spazio intimo ma, contemporaneamente, deciso a riversarsi in trame sonore che cercano un contatto autentico: una proiezione emotiva dei propri stati d’animo, un confronto con gli altri, non più creature ostili e indistinte, appartenenti a un mondo cattivo e competitivo, ma esseri identici a noi, con le medesime preoccupazioni, le stesse paure e un fardello di ricordi che, a volte, facciamo fatica a portarci dentro.

Tutto ciò dona al disco di Coleen un dinamismo particolare, capace di spingere le sue atmosfere sognanti verso un territorio elettrico e consumato, disseminato dalle rovine degli amori passati, dalle macerie degli abbandoni patiti, dalle lacrime che si sono solidificate fino a diventare pesanti come le pietre. E poi ci sono tutte quelle parole, i discorsi, le urla e i sussurri che sono trascorsi come primavere troppo precoci, trasformandosi nei tagli che ci portiamo ancora addosso e che non vogliono proprio saperne di cauterizzarsi.

Forse anche perché, in fondo, non vogliamo davvero che accada. Preferiamo aggrapparci a quelle ferite ogniqualvolta ne sentiamo il bisogno, tuffandoci in un mare di ricordi e di echi del passato nel quale ci sembra di non avere più bisogno di respirare. E restiamo lì, in attesa che il brutto tempo passi, che la tempesta faccia il suo dovere, che le frasi fatte e gli slogan invecchiati male vengano pronunciati ancora una volta. Poi torniamo a presentarci davanti alla fatidica porta, a rivendicare ciò che rimpiangiamo, ciò che abbiamo trascurato, deluso o scordato e che adesso, finalmente liberi da preghiere e bugie, possiamo trovare il coraggio di chiedere.

Probabilmente, è un cerchio che si chiude, lasciando però alcune domande sospese tra i brani del disco, dubbi che ciascuno affronterà a modo proprio e che Coleen trasforma in sentieri sonori indie-folk, vecchie stagioni, case lasciate alle spalle e bambini che muovono i primi passi verso il futuro. Mentre loro avanzano, noi continuiamo a fare i conti con ciò che abbiamo fatto, con questo presente e con tutte le strade che non abbiamo imboccato quando ne avevamo la possibilità. Ma forse non è ancora troppo tardi per essere qui.

Forse basta una chitarra che risuona da una stanza vicina, una finestra lasciata aperta, mentre fuori comincia a fare freddo, qualcuno che cammina lungo una strada di campagna senza sapere, esattamente, dove porterà. “Almost Too Late to Be Here” sembra abitare proprio quell’istante: quando il passato continua a chiamarci per nome, il futuro è soltanto una luce lontana tra gli alberi e noi rimaniamo nel mezzo, con le scarpe sporche di terra e qualche vecchia canzone nelle tasche, finalmente disposti ad accettare che non tutte le ferite debbano guarire per permetterci di riprendere il cammino.

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About The Author

Michele Sanseverino è un ingegnere elettronico amante della poesia, della letteratura, dei viaggi e della musica. Creatore della webzine musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e membro dello staff di Indie For Bunnies (www.indieforbunnies.com), ama raccontare la musica, i dischi, i luoghi, i concerti, senza mai perdere di vista il nostro presente. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli pubblicati su Paranoid Park ed Indie For Bunnies che ripercorrono un po' del nostro cammino dalla fine della pandemia. Altre raccolte di poesia: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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