lunedì, Gennaio 19, 2026
Il Parco Paranoico

Locus Festival @ Locorotondo, 12/8/25

Mik Brigante Sanseverino Agosto 13, 2025 Eventi Nessun commento su Locus Festival @ Locorotondo, 12/8/25

Una serata del Locus Festival che sembra sospesa tra due dimensioni: da un lato un futuro iper-tecnologico, fatto di microchip invisibili, algoritmi onnipresenti e intelligenze artificiali sempre più simili ai nostri stessi sogni e ai nostri stessi incubi; dall’altro un passato remoto, misterioso ed ancestrale, che continua a parlare attraverso lingue e simboli dimenticati, custodendo verità e significati che nessuna potenza di calcolo è, ancora, riuscita a decifrare. Un passato che si muove silenzioso tra le pietre, nelle pieghe della nostra memoria collettiva, e che torna a vivere grazie alla musica, l’unica “tecnologia” davvero immortale.

I Neoprimitivi aprono il varco: le loro sonorità, psichedeliche e moderne, ci avvolgono come una spirale luminosa, mescolando colori acidi ed ombre profonde, mentre sotto la pelle sentiamo risvegliarsi un istinto antico, quasi tribale. Con gli Almamegretta il viaggio si fa mistico: il loro mantra sonoro è un rito d’unione, una vibrazione che accorda i battiti dei cuori e le sinapsi delle menti alle frequenze della Storia, del Mito e della Leggenda. Ogni nota è una preghiera primordiale, un filo invisibile che collega i popoli e le generazioni, le lingue e i mari, fino a dissolvere qualsiasi distanza.

Poi arrivano i Mogwai, e tutto cambia prospettiva. La loro musica ci trascina lontano, al centro dell’universo, là dove brucia un fuoco primordiale — infinitesimo e infinito — che non conosce il tempo, né lo spazio, né i limiti della materia fisica. È la fiamma pura del post-rock, capace di sciogliere ogni confine emotivo e di unire, in un unico respiro, un pubblico fatto di età, di storie e di culture differenti. Generazioni che, in quell’istante, ritrovano sé stesse dinanzi all’incantesimo liberatorio di canzoni crude e seducenti, passionali e trepidanti.

Queste canzoni non mentono; esse attraversano la terra ferita e sanguinante di Palestina, il mare umano di Napoli, le remote contrade scozzesi, per approdare nel cuore vivo della Valle d’Itria. È qui che il Locus Festival continua ad offrire spettacoli eterogenei, densi di senso, generosi di spunti e di riflessioni. È come sfogliare il libro della vita e scoprire che le sue pagine non hanno più zone d’ombra, che le menzogne si sono dissolte e che non c’è nessuna nostalgia da trattenere. Solo il presente, intenso e spalancato, che si compone di momenti diversi, ma tutti egualmente evocativi, capaci di trasportarci in un viaggio di conoscenza perduta e di meraviglie ritrovate.

E in questo viaggio si cela il significato stesso della nostra esistenza: fare meglio, fare di più, senza smettere mai di ascoltare — il mondo, gli altri, noi stessi.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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