mercoledì, Luglio 22, 2026
Il Parco Paranoico

Experimenta 2026 @ Castello Normanno-Svevo di Sannicandro, 5-6-7/6/26

Experimenta 2026“, fedele al suo spirito nomade, curioso e irriducibilmente aperto al dialogo tra culture diverse, approda nello scenario suggestivo del castello normanno-svevo di Sannicandro di Bari. Il 5, il 6 e il 7 giugno le sue antiche mura diventeranno il punto d’incontro di linguaggi sonori provenienti da differenti latitudini umane e geografiche, durante questi tre giorni tradizioni lontane, sensibilità e visioni del mondo apparentemente inconciliabili tra loro, troveranno una sorprendente armonia.

Come da tradizione, Experimenta costruisce un percorso musicale che sfugge alle definizioni rigide, ai dogmi e alle appartenenze precostituite. Trame folk oscure e notturne incontreranno il fascino ipnotico del pop sintetico; le polverose atmosfere del deserto americano si intrecceranno con deviazioni sperimentali e jazzistiche; il passato dialogherà con il futuro, l’analogico con il digitale, la memoria con l’immaginazione. Ne nasceranno paesaggi sonori innovativi, suggestivi, talvolta spiazzanti, ma sempre capaci di spalancare nuove prospettive sull’ascolto e sulla realtà.

È proprio questa natura meticcia e plurale a rappresentare il significato più profondo del festival. In un’epoca attraversata da conflitti incessanti, da muri reali e simbolici, da identità trasformate, troppo spesso, in strumenti di divisione e guerra, Experimenta continua a ricordarci quanto siano fragili e, in fondo, inutili molte delle contrapposizioni che alimentano il nostro tempo. Mentre il mondo si abitua all’orrore delle bombe, mentre vite innocenti vengono spezzate e diritti fondamentali negati, mentre uomini potenti, eserciti e ideologie continuano a scavare solchi, sempre più profondi, tra chi possiede tutto e chi viene lasciato ai margini della storia, la musica conserva ancora la capacità di costruire ponti. Ponti invisibili, ma necessari, capaci di collegare esperienze, sensibilità e destini diversi. Perché mentre il potere accumula ricchezze e privilegi, mentre la paura e la menzogna vengono distribuite come strumenti di controllo, l’arte continua a offrirci uno spazio di resistenza e di immaginazione, un luogo in cui riconoscerci gli uni negli altri.

Tra gli ospiti più attesi ci sarà Hugo Race, con le sue ballate febbrili e malinconiche, perfette per accompagnare le serate illuminate dalla luna, quando il presente sembra caricarsi di dettagli preziosi e il tempo sospende il proprio corso. Nelle sue canzoni il passato e il futuro finiscono per confondersi, diventando parte dello stesso racconto, dello stesso desiderio di oltrepassare il muro di apparenza e superficialità che, troppo spesso, condiziona le nostre scelte e la nostra capacità di comprendere il mondo. Atmosfere altrettanto evocative attraversano la musica di Stella Burns, popolata da echi di deserti lontani, immagini cinematografiche e dall’irresistibile impulso a partire. Le sue canzoni sembrano invitarci ad attraversare ogni frontiera, geografica o interiore, mentre una chitarra intrisa di blues accompagna il nostro cammino, ricordandoci che la solitudine è spesso soltanto un’illusione. Dietro ogni viaggio esiste una comunità invisibile di sguardi, incontri e storie che continua a camminare accanto a noi.

Il sogno si espande poi nelle visioni sonore di Gintsugi, tra paesaggi alieni, racconti sospesi e favole provenienti da mondi sconosciuti. È una musica che trasforma la realtà, che ne altera, dolcemente, i contorni e ci invita a guardare oltre ciò che appare immediatamente visibile. Un linguaggio capace di restituire meraviglia a ciò che abbiamo smesso di osservare. Ogni rumore, ogni battito, ogni frammento sonoro acquisisce invece una nuova importanza nell’universo creativo di Tujiko Noriko. Le sue composizioni costruiscono un dialogo continuo tra corpo e anima, tra presenza fisica e dimensione digitale, tra fragilità e consapevolezza. La sua voce sembra attraversare i pensieri degli ascoltatori, illuminando quegli angoli nascosti che, sovente, preferiamo ignorare. Eppure, è proprio lì, nelle nostre vulnerabilità più profonde, che si nascondono alcune delle verità più autentiche.

Una verità che emerge anche dalle notti esotiche e dalle sperimentazioni di Wukir Suryadi, in un percorso artistico nel quale convivono tradizione e ricerca, ortodossia e scoperta, radici e futuro, mentre la musica mantiene intatto il legame ancestrale con la natura, con il ritmo segreto del mondo, con quel misticismo che continua a sopravvivere sotto la superficie della modernità e che, ancora oggi, ci ricorda quanto sia profondo il rapporto tra l’essere umano e ciò che lo circonda. A chiudere – idealmente – questo nostro viaggio sarà Ruth Goller, musicista capace di muoversi tra jazz, sperimentazione e ricerca personale con straordinaria libertà. Le sue composizioni sembrano inseguire un linguaggio emotivo in grado di contenere tutto: la complessità del presente, le inquietudini individuali, gli slanci ribelli, il desiderio di trasformazione. Una musica che non offre risposte semplici, ma apre spazi di riflessione, accogliendo le contraddizioni del nostro tempo senza smettere di cercare nuove possibilità.

Experimenta 2026” sarà dunque molto più di una semplice rassegna musicale. Sarà un viaggio attraverso geografie reali e immaginarie, una celebrazione delle differenze e delle contaminazioni, un invito a riscoprire il valore dell’ascolto in un mondo che sembra aver dimenticato come farlo. Per tre giorni il castello di Sannicandro diventerà un crocevia di storie, culture e visioni, dimostrando, ancora una volta, che la musica può essere un atto di resistenza, uno spazio di libertà e, forse, uno dei pochi linguaggi capaci di ricordarci che apparteniamo tutti alla stessa umanità.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie senza parole: cartografie di un lato nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2026 è la volta di "Il covo dei giorni dispari: poesie dal margine dei poeti estinti", per chi non si risonosce nei giorni uguali agli altri. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: riedizione fluida" e "Frammenti di tempesta: riedizione fluida"

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