lunedì, Dicembre 15, 2025
Il Parco Paranoico

Ego Circus, Amness

Mik Brigante Sanseverino Ottobre 13, 2025 Dischi Nessun commento su Ego Circus, Amness

C’è del rumore qui. E allora sì, vale la pena entrarci. Non il rumore sterile di fondo che ci accompagna ogni giorno — il chiacchiericcio digitale, la distrazione infinita, il brusio delle opinioni — ma quello vero, quello che scava dentro. Quello che ti entra nella pelle e ti costringe a restare, ad ascoltare, a vivere.

Le sonorità veementi e incalzanti di questo trio sono una scossa elettrica nel torpore collettivo. “Ego Circus” non è solo un titolo: è un campo di battaglia. Forse davvero l’EP nasce dallo scontro tra tre cammini irrisolti e dissonanti, ma ciò che emerge ha il sapore di qualcosa di autentico, di crudo, di vero. La tensione taglia l’aria, la batteria scuote le corde percettive giuste, e le parole corrono via veloci, come fendenti lanciati contro la notte. Le nostre notti, sempre più lunghe, insonni, piene di fantasmi.

Ogni cosa sembra, inevitabilmente, rompersi, decadere, ferirsi. Restare lì, sospesa, in attesa di un segnale che non arriva mai.

“Ego Circus” diventa, allora, un rifugio e una resa. Un luogo in cui tornare, una geografia esistenziale primordiale, ingenua, sincera, come quando da bambini correvamo e gridavamo senza motivo. Gli Amness, infatti, non cercano e non pretendono né spiegazioni, né giustificazioni — e forse è proprio questa la loro forza. Viviamo in un’epoca che pretende risultati e che misura tutto in dati, numeri, conti ed algoritmi, ma dimentica la vibrazione istintiva e selvaggia della vita, l’irrazionale che ci rende umani.

Nel circo dell’ego contemporaneo non c’è spazio per l’imperfezione. Tutti in scena, tutti in posa, tutti perfetti, tutti omologati, tutti pronti a difendere il proprio riflesso digitale. Siamo proiezioni di desideri imposti, siamo automi che sorridono dentro schermi luminosi, mentre il tempo, il nostro prezioso tempo, ci sfugge via come sabbia tra le dita. In questa arena di apparenze, l’ego non è più un’identità, ma un altro prodotto da vendere. È la nuova religione del sé, fatta di “like” e di conferme, dove l’io è al centro, ma non c’è più nessuno dentro.

I cinque brani dell’EP — sferzanti, taglienti, oscillanti tra punk e garage rock, con improvvise divagazioni lisergiche — agiscono come acidi corrosivi sulla corazza del nostro narcisismo. Scrostano la superficie, mostrano le crepe, rivelano quanto poco di autentico resti sotto. È un lavoro che non accarezza, ma colpisce. Che non consola, ma risveglia i sensi addormentati. I fuzz energici battono alle porte sbarrate dei nostri cervelli narcotizzati, mentre là fuori continua la sfilata di immagini fasulle, di verità prefabbricate, di nemici inventati.

Forse è proprio questo il punto: “Ego Circus” è uno specchio deformante nel quale non possiamo più fingere di non riconoscerci. Ci mostra che siamo parte dello spettacolo, burattini che ballano al ritmo imposto da un sistema malato e tirannico che si nutre delle nostre insicurezze. E mentre ci illudiamo di cambiare, di evolvere, di apprendere, di migliorare e di crescere, in realtà, restiamo fermi, immobili, intrappolati in un eterno lugubre presente digitale, senza memoria e senza domani.

Ma gli Amness, con la loro urgenza sonora, aprono una breccia. Dentro il rumore, dentro la rabbia, dentro la fragilità. Forse è lì che si nasconde ancora un frammento di libertà: nella dissonanza, nella crepa, nel rifiuto di piegarsi al grande spettacolo dell’ego.

Perché sì, c’è del rumore qui — ma è un rumore che respira, che pulsa, che ci ricorda che siamo vivi.

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About The Author

Michele Sanseverino è poeta, scrittore e ingegnere elettronico. Creatore della webzine di approfondimento musicale Paranoid Park (www.paranoidpark.it) e collaboratore della webzine IndieForBunnies (www.indieforbunnies.com), intreccia analisi critica e sensibilità letteraria in uno sguardo che attraversa musica, poesia e cultura contemporanea. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta di poesie "Poesie Senza Parole: Cartografie Di Un Lato Nascosto", opera che esplora le zone d’ombra e le risonanze interiori del vivere. Nel 2025 ha pubblicato l'antologia "Cronache Dal Parco Paranoico: Canzoni, Visioni e Futuri Mai Nati", articoli tratti dalla webzine Paranoid Park che ripercorrono il nostro cammino dalla fine della pandemia ad oggi. Inoltre: "Ultravioletto: Riedizione Fluida" e "Frammenti Di Tempesta: Riedizione Fluida"

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